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NOVITÀ NORMATIVE

CONTROLLI E VERIFICHE: TOCCA AI REGOLAMENTI FISSARE TEMPI E MODALITA'.

Tempi assai stretti per applicare le nuove regole sui controlli interni e sanzioni molto dure in caso di inosservanza. Tutti i Comuni e gli altri enti locali dovranno adottare entro il 10 gennaio, cioè entro i 90 giorni successivi alla emanazione del decreto legge 174/2012, il regolamento, dando immediata comunicazione sia al Prefetto sia alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti. Saranno avviate le procedure di scioglimento degli organi politici se entro due mesi dalla diffida da parte del Prefetto gli enti locali non lo avranno approvato. È quanto prevede il testo del decreto enti locali, all'esame del Senato per la conversione in legge.
Sono competenti ad adottare il regolamento i consigli comunali e provinciali. La disciplina del controllo sugli equilibri finanziari deve essere inserita nell'ambito del regolamento di contabilità. Sono tenuti a dare vita al controllo strategico, a quello sulla gestione delle società partecipate e a quello sulla qualità dei servizi erogati da subito solo i Comuni con più di 100mila abitanti, dal 2014 con più di 50mila abitanti, dal 2015 con più di 15.000 abitanti. I controlli interni possono essere gestiti in forma associata. Le nuove forme di verifica, tranne il controllo di regolarità amministrativa e contabile per la parte preventiva all'adozione delle deliberazioni, hanno alcune caratteristiche unitarie: ognuno produce, come risultato finale, una relazione e non determina conseguenze sulla legittimità, né costituisce condizione di validità dei singoli atti.
Il regolamento deve, in primo luogo, individuare per ogni forma di controllo interno le modalità di effettuazione, le interrelazioni con le altre verifiche e il soggetto responsabile. Il decreto legge 174 assegna direttamente la responsabilità al segretario per i controlli di regolarità amministrativa e contabile e, ove non sia presente il direttore generale, per quello strategico; al dirigente o responsabile finanziario per quello sugli equilibri di bilancio e alla struttura preposta a tali rapporti quello sulle società non quotate partecipate. Il regolamento deve disciplinare le modalità di coinvolgimento dei segretari, dei direttori generali, dell'insieme dei dirigenti o responsabili, del collegio dei revisori e dell'organismo indipendente di valutazione. Deve inoltre disciplinare le modalità di utilizzazione di queste relazioni da parte degli organi di governo.
Il controllo di regolarità amministrativa e contabile va disciplinato in modo differenziato per le sue due fasi. La fase preventiva si concretizza nel rilascio dei pareri tecnico e di regolarità contabile sulle proposte di deliberazione. La fase successiva prevede la verifica delle determinazioni, dei contratti e in generale degli atti di gestione, anche a campione, con modalità che dovranno essere disciplinate dal regolamento. Per esempio si possono sottoporre a controllo solo i provvedimenti che dispongono spese di elevato valore. I suoi esiti vanno comunicati ai dirigenti e/o responsabili insieme alle direttive cui si devono conformare in caso di irregolarità.
Sul controllo di gestione non vi sono novità di rilievo rispetto al decreto legislativo 267/2000: deve verificare l'efficacia, l'efficienza e l'economicità delle attività. Il regolamento deve individuare la struttura preposta, le modalità operative e l'utilizzazione dei suoi esiti, in particolare per misurare le performance. Il controllo strategico serve a verificare, tra l'altro, il grado di attuazione dei programmi, la qualità delle attività, i tempi di realizzazione, le procedure utilizzate. Il regolamento può unificare questo controllo con la relazione sulle performance prevista dalla legge Brunetta.
Il decreto legge 174/2012 ha poi introdotto tre forme di controllo interno. Il controllo sugli equilibri della gestione finanziaria ha come oggetto sia l'andamento della competenza e dei residui, sia il rispetto del patto. Si deve estendere anche agli effetti determinati dalle scelte compiute dai soggetti che per conto dell'ente gestiscono i servizi. Il controllo sulle società partecipate non quotate si deve incentrare sulla verifica del raggiungimento degli obiettivi prefissati dall'ente, sul rispetto degli standard di qualità e delle condizioni dettate nei contratti di servizio. Infine, la verifica della qualità dei servizi erogati e del giudizio da parte degli utenti va unificata con il decreto legislativo 150/2009, che impone a tutte le Pa di realizzare forme di customer satisfaction, tenendone conto per valutare le performance.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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