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NOVITÀ NORMATIVE

TARES: SPIRAGLI DI APERTURE SUL FRONTE RISCOSSIONE E ACCERTAMENTI.

Si amplia la platea dei soggetti che potranno accertare e riscuotere la Tares. Queste attività, infatti, potranno essere svolte da comuni, concessionari iscritti all'albo e gestori dello smaltimento rifiuti. Inoltre, non solo i comuni che applicano la tariffa puntuale, ma anche quelli che sono in grado realizzare sistemi di misurazione rapportati al servizio reso possono scegliere, con regolamento, di gestire la tariffa corrispettiva in luogo del tributo.
Tuttavia, anche gli enti che intendono applicare la tariffa corrispettiva sono tenuti a riscuotere la maggiorazione per i servizi indivisibili forniti, anche tramite il gestore. Queste novità sono contenute in 2 emendamenti approvati dalla Commissione ambiente della Camera dei deputati in sede di modifiche apportate al codice ambientale (decreto legislativo 152/2006).
Dunque, vengono apportati dei correttivi alla disciplina Tares (articolo 14 del dl 201/2011) che consentono ai comuni di affidare l'accertamento e la riscossione sia ai concessionari che ai soggetti gestori dello smaltimento rifiuti. In seguito alle modifiche, poi, possono fare ricorso alla tariffa corrispettiva, commisurata al servizio reso agli utenti, anche i comuni che fino ad oggi non l'hanno ancora istituita. Fermo restando, però, che la tassa e la maggiorazione devono essere versate nella casse comunali.
È evidente che dopo questo intervento normativo i comuni devono abbandonare ogni speranza di ottenere un rinvio per l'applicazione della Tares a partire dal prossimo anno. Gli enti locali dovranno gestire un tributo sui rifiuti e servizi che verrà a sostituire i vari regimi di prelievo che attualmente amministrano per lo smaltimento dei rifiuti, a seconda delle scelte da loro effettuate, vale a dire Tarsu, Tia1 e Tia2. In alternativa possono applicare una tariffa corrispettiva, purché siano in grado di commisurare il prelievo al servizio reso.
L'articolo 14 del dl «salva Italia» (201/2011) istituisce in tutti i comuni una nuova tassa a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati. Nel contempo sono abrogati tutti i tributi sui rifiuti vigenti, compresa l'addizionale per l'integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza (ex Eca). Viene invece mantenuto in vita il tributo per l'esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell'ambiente, dovuto nella percentuale deliberata dalla provincia sull'importo della tassa, esclusa la maggiorazione.
Al tributo sui rifiuti si accompagna un'ulteriore pretesa, a titolo di maggiorazione, per i servizi indivisibili prestati dall'amministrazione comunale e rapportata alle dimensioni dell'immobile posseduto o occupato. La novità rispetto alla disciplina vigente è rappresentata proprio dall'introduzione di una maggiorazione da applicare alla tariffa, fissata nella misura di 0,30 euro al metro quadrato, che è rapportata alle dimensioni dell'unità immobiliare. Il gettito di questa addizionale è destinato a coprire i costi relativi a servizi indivisibili.
Quindi, il tributo non è collegato a una specifica attività prestata dall'ente pubblico. I comuni, inoltre, con deliberazione consiliare possono aumentare la maggiorazione fino a 0,40 euro al metro quadrato. L'aumento può essere differenziato in relazione al tipo di immobile e alla sua ubicazione.
FONTE: ITALIA OGGI

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