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NOVITÀ NORMATIVE

TARES: DA APPLICARE SENZA DATI CERTI.

La Commissione Ambiente della Camera punta alla sede deliberante per tagliare il traguardo con alcune modifiche al tributo Res, prossimo al debutto tra mille incognite.
Da gennaio dovranno infatti scomparire gli attuali prelievi sui rifiuti (Tarsu, Tia1 e Tia2) per far posto a un nuovo tributo comunale bifronte: una «tassa» per il servizio rifiuti e una «imposta» sui servizi comunali indivisibili («maggiorazione»).
Con un emendamento approvato dalla Commissione Ambiente si apre alla possibilità che i Comuni affidino accertamento e riscossione della Res tributaria, compresa la maggiorazione, ai gestori del servizio rifiuti oltre che ai soggetti abilitati alla gestione delle entrate locali (forme associate, società iscritte all'albo, società miste e in house) o alle autorità (se costituite dalle leggi regionali), per superare l'ostacolo della riscossione diretta prevista dal Dl 201/2011. Alla luce di tale intervento sarebbe tuttavia da rivedere il comma 35 della disciplina Res contenente il principio del versamento esclusivo al Comune, peraltro inderogabile.
Per quanto riguarda la Res corrispettiva – riservata agli enti con sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti – un altro emendamento consente ai Comuni di affidare l'accertamento e la riscossione della "maggiorazione" ai gestori del servizio e ai soggetti indicati dall'articolo 52 del Dlgs 446/97. Verrebbe così eliminato il doppio binario presente nella disciplina della Res corrispettiva, che avrebbe imposto al Comune di riscuotere la maggiorazione separatamente dalla tariffa puntuale.
La Camera aveva inoltre già approvato una modifica riguardante la tariffa con metodo puntuale, estendendone l'applicazione anche ai Comuni che utilizzano dei «correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso». La norma dovrebbe consentire di utilizzare sistemi di misurazione connessi a parametri volumetrici e altri fattori (numero svuotamenti, sacchi prepagati eccetera) diversi dalle tecniche di pesatura individuale, poco praticate per evidenti ragioni economiche oltre che tecnologiche.
Restano tuttavia da risolvere altre criticità, tra cui la tassazione dell'80% della superficie catastale che con la Res diventa la nuova base imponibile per le unità a destinazione ordinaria. Il nuovo parametro impone ai Comuni di effettuare un'attività di allineamento dei dati che richiede tempo e risorse, rendendo difficile se non impossibile l'applicazione immediata del tributo a tutte le unità immobiliari.
È urgente quindi mettere a punto le dovute correzioni, visto che dal 2013 dovremo fare i conti con un nuovo tributo che in teoria i Comuni dovrebbero iniziare ad incassare da gennaio. In realtà è quasi impossibile per il contribuente calcolare autonomamente l'importo da pagare, quindi si dovrà attendere la comunicazione dell'ufficio. Dopo però che il Comune avrà adottato regolamento, piano finanziario e delibere tariffarie: insomma, il 2013 si profila una brutta annata per la Res.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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