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NOVITÀ NORMATIVE

NELLA CONVERSIONE DEL DL 174/2012 SVANISCONO LE TUTELE DEI RAGIONIERI.

Addio all'inamovibilità del ragioniere-capo. È questa una delle novità più significative per gli enti locali introdotte nella legge di conversione del dl174/2012 dopo il passaggio, completato ieri, nell'aula del senato. È stata eliminata, infatti, la previsione che subordinava la revoca del responsabile del servizio finanziario, oltre che all'accertamento di gravi irregolarità nell'esercizio delle funzioni assegnate, anche al parere obbligatorio dei revisori dei conti. In precedenza, la camera aveva cancellato la norma che richiedeva addirittura il parere conforme del Mef e che aveva causato una levata di scudi da parte dei sindaci per difendere il primato della politica e l'autonomia comunale. Al riguardo, quindi, tutto torna come prima, lasciando però nuovamente nudi i «guardiani dei conti» di fronte alle pressioni degli amministratori.
Con 194 sì, 58 no e 4 l'aula di palazzo Madama ha votato la fiducia sul testo che ora passa subito alla camera per un'approvazione lampo. E, stando a quanto emerso dalla Conferenza dei capigruppo, sembra scontato il ricorso alla fiducia anche a Montecitorio (il decreto arriverà in aula oggi pomeriggio e subito dovrebbe essere posta la fiducia che dovrebbe essere votata domani, mentre venerdì alle 12 sono previste le dichiarazioni di voto e il voto finale sul testo).
I ritocchi approvati a Palazzo Madama riguardano anche altri aspetti rilevanti del provvedimento, per quanto concerne, in particolare, i controlli interni, l'Imu degli enti non commerciali e le agevolazioni per le zone terremotate.
Sotto il primo profilo, è stata circoscritta la platea degli enti obbligati ad attivare il controllo strategico, quello sulla qualità dei servizi e quello sulle partecipate: l'obbligo (inizialmente esteso a tutte le amministrazioni con più di 10 mila abitanti) riguarderà fin da subito solo quelle oltre i 100 mila, soglia che scenderà a 50 mila nel 2014 per assestarsi a 15 mila dal 2015.
In materia di esenzione Imu degli enti non commerciali, è stata inserita una disposizione che dà piena copertura legislativa ai criteri identificati con il decreto del Mef del 19 novembre (pubblicato sulla G.U. 274/2012). Inoltre, è stato espressamente chiarito che l'esenzione prevista dall'art. 7, comma 1, lett. i), del dlgs 504/1992 non si applica alle fondazioni bancarie.
Per i comuni colpiti dal sisma del maggio scorso arrivano piccoli aiuti sul Patto di stabilità interno e un parziale allentamento della stretta sulle spese di personale.
Quanto al Patto, oltre all'esclusione delle risorse presenti nelle contabilità speciali delle gestioni commissariali, è stata prevista anche una mini-esenzione per le spese finanziate da erogazioni liberali e donazioni da parte di cittadini privati e imprese, fino a un massimo di 10 milioni all'anno (9 per la regione Emilia-Romagna e mezzo milione ciascuna per Veneto e Lombardia, che verranno distribuiti dai rispettivi governatori).
I suddetti comuni e le relative unioni potranno, inoltre, per gli anni 2012 e 2013, incrementare fino al 5% annuo il fondo delle risorse decentrate, per destinare gli stanziamenti integrativi a remunerare le prestazioni rese dal personale in relazione alla gestione dello stato di emergenza. Sempre nelle aree terremotate è stato prorogato al 31 maggio 2013 il termine per l'accatastamento dei fabbricati rurali.
Da segnalare, ancora, la previsione che allunga i tempi per la determinazione dei fabbisogni standard: le modifiche al catalogo delle funzioni fondamentali saranno prese in considerazione solo a partire dal primo anno successivo all'adeguamento dei certificati consuntivi.
Confermate, infine, le nuove misure a favore degli enti alle prese con pesanti criticità finanziarie, con la possibilità anche per le regioni sotto piano di rientro dal deficit sanitario di attivare immediatamente anticipazioni di cassa fino a 50 milioni, con l'innalzamento da 100 a 300 euro della consistenza pro-capite massima di quelle assegnabili agli enti locali e con l'allungamento da 5 a 10 anni della durata massima del piano di riequilibrio finanziario pluriennale connesso al nuovo meccanismo di pre-dissesto.
Introdotte anche misure ad hoc per gli enti locali sciolti per mafia e che presentino anche squilibri strutturali di bilancio: una formulazione che sembra cucita addosso al comune di Reggio Calabria.
FONTE: ITALIA OGGI

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