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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: LE SCUOLE PRIVATE PAGANO GIA' DA DICEMBRE.

Imu immediata per le scuole private, oltre che per gli alberghi o i centri sanitari o ricreativi di proprietà della Chiesa o di enti non commerciali. I requisiti appena fissati dal Dm 200/2012 dell'Economia per individuare le «attività non commerciali» vanno applicati già da quest'anno, perché il riferimento al 2013 è solo alle modalità per l'applicazione dell'imposta «proporzionale» agli spazi destinati ad attività commerciali negli immobili a uso promiscuo.
Il chiarimento arriva dalla risoluzione 1/DF/2012, diffusa ieri dal dipartimento Finanze, che ripercorre il calendario fissato dalle norme e ne chiarisce un'applicazione in grado di riaccendere il dibattito sull'Imu degli enti non commerciali. In pratica, infatti, le scuole, gli alberghi o le altre attività che non sono caratterizzate da tariffe zero o «simboliche» sono chiamate a pagare l'Imu fin dal 2012, regolarizzandosi con il saldo del prossimo 17 dicembre.
Quest'anno – ricorda infatti la risoluzione – per evitare il pagamento occorre che l'intero immobile sia occupato da attività svolte con «modalità non commerciali» (lo prevede l'articolo 7, comma 1, lettera i del Dlgs 504/1992) e i requisiti per individuarle sono quelli fissate dal regolamento 200: la sanità deve essere in genere accreditata o convenzionata, la scuola deve essere paritaria a quella statale, e in tutti i casi (comprese quindi le attività ricettive, culturali, ricreative o sportive) le tariffe devono essere assenti o puramente «simboliche».
Basta che una parte dell'immobile sia occupata da attività commerciali per far scattare l'Imu in formula piena perché – ribadisce il dipartimento – la divisione «proporzionale» che consente sconti agli immobili a utilizzo promiscuo sarà applicata solo a partire dal 2013 (in questo caso a fissare il calendario è l'articolo 91-bis, comma 3 del Dl 1/2012).
Il doppio passaggio applicativo, come accennato, era già implicito nelle norme, ma con la risoluzione le Finanze "accelerano" e chiedono di applicare da subito, in riferimento all'intero 2012, i parametri di «non commercialità» fissati tre settimane fa (il decreto è del 19 novembre). Una mossa che nei fatti spingerebbe alla cassa la grande maggioranza delle scuole private, subito dopo il fallimento del tentativo di metterle al riparo per legge con gli emendamenti al Dl enti locali, e delle altre attività.
La risoluzione ricorda poi l'altro obbligo, quello che impone agli enti non commerciali di adeguare lo Statuto entro fine anno. Il passaggio – spiega l'Economia – riguarda anche gli enti ecclesiastici, che non hanno Statuto ma devono comunque predisporre un regolamento nella forma della scrittura privata.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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