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NOVITÀ NORMATIVE

EROGABILI I PREMI AI DIPENDENTI CON I RISPARMI DELL'ANNO PRECEDENTE.

Le risorse variabili per la contrattazione decentrata non utilizzate in un anno possono essere portate in aumento della dotazione per l'anno successivo, e dribblano quindi il tetto ai fondi fissato dalla manovra estiva 2010 (articolo 9, comma 2-bis del Dl 78/2010); queste risorse devono però essere certificate dagli organi di controllo, e non possono essere utilizzate per finanziare voci accessorie stabili come le progressioni orizzontali oppure le retribuzioni di posizione e di risultato.
L'indicazione arriva dall'Aran, l'agenzia negoziale del pubblico impiego, in una nota che rispondendo ai quesiti di un Comune fissa l'interpretazione dell'amministrazione sulle regole per l'utilizzo delle risorse variabili della contrattazione decentrata nel comparto Regioni-enti locali, una delle voci tradizionalmente alla base di contenziosi negli enti. La manovra estiva del 2010 impedisce di stanziare per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013 una dotazione superiore a quella registrata nel 2010.
Negli enti può però capitare che le somme fissate dalla programmazione non siano interamente spese per l'anno di riferimento, con la conseguenza che in genere venivano riportate nell'anno successivo (lo prevedono i contratti nazionali di settore). Il "trasferimento", spiega l'Aran, si può ancora fare, perché il limite fissato dalla manovra estiva 2010 non abbraccia anche i risparmi che derivano dalla mancata assegnazione degli stanziamenti.
Il meccanismo, però, deve passare attraverso una griglia rigida di controlli: in primo luogo occorre una ricognizione delle somme di cui si possa certificare sia l'avvenuto stanziamento sia la mancata spesa, e il tutto deve essere verificato dai revisori dei conti. Una volta superato questo vaglio, queste somme vanno depurate dalle voci che in ogni caso non si possono trasferire di anno in anno, ad esempio i risparmi che nascono dalle assenze per malattia (quando un dipendente è assente non può ricevere ovviamente una serie di voci integrative) o dalla mancata realizzazione di nuovi servizi.
A questo punto, le risorse che rimangono possono essere assegnate ai dipendenti, ma senza dimenticare che l'aggiunta al fondo è una tantum, quindi non può andare a finanziare voci stabili del trattamento economico accessorio.
In risposta a un altro quesito, l'Aran fa ordine nelle intese decentrate spiegando che i livelli contrattuali non possono essere più di due. Le intese decentrate devono sempre essere omnicomprensive, nel senso che in nessun caso un accordo decentrato può introdurre un «terzo livello» riferito a strutture particolari dell'ente locale.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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