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NOVITÀ NORMATIVE

PERMESSI PER ASSISTENZA HANDICAP

Cambiano le regole per fruire dei permessi giornalieri per l'assistenza ai familiari affetti da gravi handicap. L'articolo 24 del collegato lavoro restringe l'ambito di applicazione, sia per i dipendenti del settore privato che per quelli del pubblico impiego.
Il diritto di fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito non potrà essere riconosciuto a più di un lavoratore con riferimento alla stessa persona disabile, salvo il caso dei figli con handicap in condizione di gravità, che potranno essere assistiti, alternativamente, da entrambi i genitori.
Si restringe al secondo grado il vincolo di parentela o affinità che consente di beneficiare dei permessi che, pertanto, non potranno più essere chiesti per assistere parenti ed affini di terzo grado, quali gli zii, i nipoti in linea collaterale, i bisnonni.
Infine, per assistere familiari o affini di terzo grado il diritto permane quando il coniuge o i genitori della persona da assistere siano deceduti o mancanti, abbiano compiuto i 65 anni di età, o siano anch'essi affetti da patologie invalidanti.
Intervenendo al «Forum lavoro» Antonello Crudo, vice direttore generale dell'Inps, ha anticipato che l'istituto sta approfondendo la nuova disciplina e sarebbe orientato a considerare patologie invalidanti quelle che consentono il riconoscimento dell'invalidità civile o di un trattamento economico comunque collegato alla perdita di capacità lavorativa.
Per genitore o coniuge mancante potrebbe intendersi la situazione del genitore "solo" a cui si fa riferimento, ad esempio, per i congedi parentali, ma deve essere approfondita anche la posizione del coniuge separato o divorziato.
Il comma 7 bis dell'articolo 33 della legge 104/92 aggiunto dal "collegato" lavoro, identifica nel datore di lavoro e nell'Inps i soggetti delegati ad accertare l'insussistenza o il venir meno dei requisiti necessari per la fruizione del diritto ai permessi. Ferma restando la responsabilità disciplinare del lavoratore che ne ha indebitamento fruito, la circostanza determina la decadenza dal diritto. La nuova disposizione non deve peraltro comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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