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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: ISTANZA PER CORREGGERE EVENTUALI CODICI TRIBUTO ERRATI.

Le complicazioni dell'Imu partono soprattutto dalle delibere e dei regolamenti comunali (di norma rintracciabili nel sito delle finanze www.finanze.it).
Per chi esegue versamenti Imu in più va tenuto conto che, mentre è possibile compensare i debiti Imu con gli altri crediti che vanta il contribuente, al momento è impossibile usare per il saldo l'eventuale eccedenza di versamento Imu in sede di acconto: non esiste infatti un codice tributo che possa indicare il credito Imu.
Chi paga di più, di norma, deve quindi presentare richiesta di rimborso al Comune. I casi possono essere diversi. Il contribuente può aver sbagliato perché: non è stata applicata l'aliquota agevolata adottata dal Comune, ad esempio, per le locazioni a canone concordato, e il contribuente va a credito; oppure non è stato considerato che l'assimilazione degli immobili ad abitazione principale da parte dei comuni, per esempio, per gli anziani ricoverati in case di cura. Nel caso in cui, ad esempio, per l'abitazione principale è stata versata l'Imu con l'aliquota del 4 per mille e il Comune ha invece deliberato un'aliquota ridotta, l'eccedenza non è compensabile con i debiti d'imposta degli altri immobili, anche se posseduti nello stesso Comune.
Un altro esempio può riguardare l'assimilazione fatta dal Comune ad abitazione principale dell'immobile posseduto dal contribuente residente all'estero. Quindi, il contribuente che, in sede di acconto, ha versato con l'aliquota del 7,6 per mille, in sede di saldo si trova a ricalcolare il dovuto con l'aliquota ridotta. Se ha pagato più del dovuto, è costretto a presentare richiesta di rimborso al Comune.
Per evitare le lungaggini del rimborso, il cittadino potrebbe chiedere di imputare al Comune la quota pagata in acconto allo Stato. In questo caso, è bene presentare una lettera - ravvedimento all'agenzia delle Entrate e all'ufficio tributi del Comune, nella quale si specificano le modalità di correzione dei codici tributo.
In pratica, il contribuente aveva eseguito il versamento, indicando i codici tributo 3918, «imposta municipale propria per gli altri fabbricati, Comune» e 3919 «imposta municipale propria per gli altri fabbricati, Stato». A seguito dell'assimilazione dell'immobile ad abitazione principale, il codice tributo corretto è il 3912 «imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze». In questo modo, si può recuperare subito la differenza pagata in più.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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