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NOVITÀ NORMATIVE

TARES: BASE IMPONIBILE INCALCOLABILE!!!!

La tassazione dell'80% della superficie catastale costituisce uno degli aspetti più critici del nuovo tributo Tares, che rischia di compromettere la sua applicazione per il 2013.
Attualmente i Comuni in regime Tarsu e Tia utilizzano il criterio della superficie calpestabile con possibilità di applicare almeno l'80% della superficie catastale, ma solo in via presuntiva e quindi per finalità antielusive.
Con il tributo Tares la superficie catastale – questa volta in misura «pari all'80%» – diventa invece il criterio legale di determinazione della base imponibile (inderogabile dal Comune), limitatamente alle unità immobiliari «a destinazione ordinaria». Resta invece il parametro della superficie calpestabile per gli immobili dei gruppi catastali D ed E (opifici, alberghi, banche, stazioni, eccetera).
Già questo doppio binario fa emergere un aspetto fortemente discriminatorio nell'applicazione del tributo. Inoltre con la superficie catastale si introduce un elemento ibrido sganciato dalla situazione di fatto, producendo diversi effetti distorsivi. Va infatti considerato che la superficie calpestabile è generalmente maggiore di quella catastale, quindi limitare l'applicazione all'80% comporta una diminuzione del gettito. Il Dl 16/12 ha poi risolto la questione degli immobili non accatastati, introducendo una superficie "convenzionale" che sarà stabilita dall'agenzia del Territorio, ma non elimina una serie di problemi operativi. In primo luogo i Comuni dovrebbero effettuare un incrocio tra tutte le unità immobiliari ordinarie (categorie A, B e C) e la loro superficie catastale (vera o convenzionale). Sorgono tuttavia problemi di allineamento con gli indirizzi reali degli immobili (in particolare con i numeri civici) e con i contribuenti Tares non coincidenti con gli intestatari degli immobili. Occorrerebbe poi procedere alla modifica d'ufficio se all'esito di tale incrocio le superfici denunciate risultino inferiori all'80% di quelle catastali, inviando un'apposita comunicazione agli interessati. Se però negli atti catastali manca la superficie del l'immobile, il comune dovrebbe chiedere agli intestatari catastali (che potrebbero non corrispondere ai contribuenti Tares) di presentare all'agenzia del Territorio la planimetria del relativo immobile. Nel frattempo è previsto che il Territorio determini una superficie convenzionale consentendo il pagamento del tributo in acconto e salvo conguaglio. Non è chiaro tuttavia cosa succede se il catasto non fornisce ai Comuni le superfici convenzionali: in tal caso mancherebbe addirittura la base imponibile e non sarebbe neppure possibile utilizzare la superficie calpestabile. Peraltro non sono stabiliti i termini entro i quali il proprietario deve presentare la documentazione al catasto né i termini per la determinazione della superficie convenzionale.
È pertanto auspicabile ritornare al criterio della superficie calpestabile, potendo al limite fare riferimento al criterio catastale solo in via presuntiva.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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