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NOVITÀ NORMATIVE

TARES: IL METODO MORMALIZZATO SCORDA LA COPERTURA DELL'IVA.

L'applicazione del metodo normalizzato per il calcolo della tariffa Tares rischia di lasciar fuori alcuni costi di gestione del servizio. In base all'articolo 14 del Dl 201/11, entro il 31 ottobre il Governo avrebbe dovuto emanare un regolamento con i criteri per individuare il costo del servizio e determinare le tariffe.
La mancata approvazione del regolamento comporta l'applicazione transitoria, dal 1° gennaio, del Dpr 158/99, cioè del metodo normalizzato per definire le componenti di costo che vanno coperte con la tariffa. Il corrispettivo deve rispettare l'equivalenza tra il totale delle entrate tariffarie e i costi di gestione e comuni dell'anno precedente, rettificati per tenere conto dell'inflazione programmata, al netto del recupero di produttività. Al totale dei costi va aggiunta la remunerazione del capitale investito nell'anno di riferimento.
Tra i costi operativi di gestione, riferibili alle voci di bilancio di cui al Dlgs 127/91, sono compresi i costi di spazzamento e lavaggio strade, di raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento Rsu e oneri accessori.
La nuova tariffa, che dovrà comprendere anche i costi dello smaltimento in discarica, sarà composta da una quota determinata in base alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e agli ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione, per assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio.
Il passaggio dalla Tia alla Tares potrebbe determinare l'impossibilità di coprire alcuni oneri che si determinano proprio in funzione delle modifiche commesse al nuovo regime tributario.
La gestione imprenditoriale nell'ambito della quale era trattato l'intero ciclo dei rifiuti urbani comportava la detraibilità dell'Iva sostenuta sui costi, con evidente processo di neutralizzazione della stessa ai fini del calcolo della tariffa.
Poiché l'equivalenza definita dal metodo normalizzato prende a riferimento, per il calcolo della tariffa, i costi operativi di gestione ed i costi comuni del l'anno n-1, l' Iva che i Comuni dovranno corrispondere al gestore dal primo gennaio 2013 (e che non rappresenta voce di costo dell'esercizio precedente) potrebbe non trovare copertura nella correlata tariffa tributaria, con evidenti ripercussioni in termini economici e finanziari a carico degli stessi.
Per consentire quindi la costruzione del nuovo impianto tariffario alla luce di corretti principi di sana gestione finanziaria, sarebbe auspicabile l'introduzione, almeno nelle more dell'approvazione dei criteri definitivi, di un correttivo che consentisse la reale copertura di tutti i costi connessi al servizio.
L'impatto del nuovo tributo sui bilanci pubblici dovrà poi tenere conto della riduzione programmata al fondo sperimentale di riequilibrio, in funzione della stima di maggior gettito derivante dalla applicazione, a carico dei contribuenti, della maggiorazione standard pari a 0,30 euro per metro quadrato, a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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