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NOVITÀ NORMATIVE

LEGGE DI STABILITA' 2013: NOVITA' SUI CONTI COMUNALI.

La parola d'ordine dell'«Imu ai Comuni» dal 2013 potrebbe tradursi in realtà in extremis, e rientrare nel selezionatissimo pacchetto di correttivi alla legge di stabilità benedetti dal via libera del Governo. L'impostazione del correttivo punta a distinguere le basi imponibili, con un meccanismo che lascerebbe ai Comuni l'intero gettito prodotto da case, negozi e terreni e attribuirebbe allo Stato quello realizzato a carico degli immobili d'impresa, comprese le banche, e degli alberghi. In pratica, alle casse dell'Erario affluirebbero i frutti fiscali degli immobili che il catasto classifica nella categoria D.
Il presupposto è che i proprietari di case e negozi utilizzano più direttamente i servizi comunali, e sono quindi più direttamente interessati alle politiche locali e al loro rapporto con le scelte fiscali. Su questa impostazione lo stesso ministro dell'Economia Vittorio Grilli aveva offerto importanti aperture agli amministratori, che hanno collocato proprio l'Imu al primo punto nell'elenco delle loro aspettative dell'ultimo scorcio di legislatura.
Il carattere strategico che riveste l'attribuzione dell'Imu ai Comuni era stata del resto ribadita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante l'incontro del 6 dicembre al Campidoglio con i sindaci del direttivo Anci, e in questi giorni gli stessi contribuenti hanno modo di apprezzare l'importanza del tema. Per pagare il saldo dell'imposta su immobili diversi dall'abitazione principale, infatti, i contribuenti devono fare un doppio conguaglio, ad aliquote standard per la quota erariale (non modificate; ieri è scaduto il termine che lo Stato si era dato per intervenire) e ad aliquota locale per la quota destinata al Comune. Comuni che, nella maggioranza dei casi, hanno spinto al rialzo le richieste, per compensare i tagli subiti agli ex trasferimenti e anche per mettersi al riparo dalle sorprese determinate dalla confusione sui gettiti reali (si veda Il Sole 24 Ore del 3 dicembre).
La divisione delle basi imponibili, per essere praticata, non deve modificare la dotazione complessiva garantita ai Comuni e allo Stato, che nel nuovo quadro incasserebbe anche l'azzeramento degli attuali fondi di riequilibrio destinati ai sindaci: questa "neutralità" può essere tuttavia calcolata solo a livello complessivo, mentre ovviamente nei Comuni in cui gli immobili di categoria D hanno un peso maggiore si rischia una diminuzione del gettito Imu locale. Il pacchetto comprende comunque un mini-fondo di riequilibrio, alimentato dall'Imu locale, per aiutare i Comuni più in difficoltà.
Negli emendamenti alla legge di stabilità dovrebbe poi entrare il rinvio per legge al 30 giugno dei termini per chiudere i bilanci preventivi, e una serie di correttivi alla Tares: i temi chiave, da questo punto di vista, sono la ridefinizione delle basi imponibili e il recupero delle aperture sulla riscossione da parte dei gestori del servizio, secondo gli emendamenti già votati in commissione al Ddl sul Codice Ambiente che però viene travolto dalla crisi politica.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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