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NOVITÀ NORMATIVE

IMPRENDITORE AGRICOLO ED ICI

Ai fini dell'esenzione dall'Ici del fabbricato non iscritto in catasto ed utilizzato dall'agricoltore, il contribuente può produrre anche in appello nuova documentazione che attesti la sua qualifica di imprenditore agricolo; il dlgs 546/92 che disciplina il contenzioso tributario infatti, all'art. 57, non consente l'introduzione di eccezioni nuove che non siano rilevabili anche d'ufficio; al comma secondo dell'art. 58 tuttavia, lo stesso decreto concede, anche in appello, la possibilità di produrre nuovi documenti.
Con queste motivazioni, la sezione tributaria della Corte di cassazione nella sentenza 2953/2010 depositata in cancelleria lo scorso 10 febbraio ha stabilito che in tema di esenzione dall'Ici per i fabbricati rurali non iscritti in catasto, sia onere del giudice di merito stabilire e verificare se ricorrono le condizioni previste dall'articolo 9 del dl 557/93 convertito nella legge 133/94; e questo, anche utilizzando una documentazione presentata dal ricorrente per la prima volta nel grado di appello.
Il ricorso era stato presentato dal contribuente contro un accertamento Ici emesso dal comune di Battipaglia per l'anno 1998. Con l'atto impugnato, il comune richiedeva delle maggiori somme, anche in considerazione del mancato riconoscimento delle esenzione Ici concessa ai fabbricati rurali, così come previsto dal combinato disposto dell'art. 23, comma 1-bis, del dl 207 del 2008, convertito con modifiche nella legge 14/2009, e dall'art. 2, comma 1, lettera b) del dlgs 504/1992; questa agevolazione è subordinata, per i fabbricati non iscritti in catasto, all'accertamento dei requisiti previsti dall'articolo 9 del dl 557/93 sopra citato.
La Ctp Salerno rigettava il ricorso. Contro questa decisione, il contribuente presentava appello; assieme all'atto, il ricorrente depositava ulteriore documentazione attestante la diretta conduzione agricola del terreno dove insisteva il fabbricato. La Commissione regionale tuttavia, ignorava questa ulteriore documentazione presentata, e confermava integralmente l'accertamento del comune. La sezione tributaria della Corte di cassazione ha completamente ribaltato la decisione dei giudici di merito e disposto il rinvio ad un'altra sezione della Commissione tributaria regionale della Campania per un nuovo esame. «Nel caso di specie», osservano i giudici supremi accogliendo la censura proposta dal ricorrente «il giudice d'appello non ha esaminato la doglianza relativa al mancato riconoscimento delle agevolazioni di cui all'articolo 9 del dl n. 557/1993 per verificare l'applicabilità dell'esenzione».
Nemmeno tale esame può ritenersi non dovuto perché illegittimo; infatti, aggiungono gli ermellini, «in tema di contenzioso tributario la parte può legittimamente produrre, anche in appello, un documento diretto a provare la fondatezza di quanto sostenuto nel ricorso introduttivo del giudizio». Questa facoltà, conclude il collegio, è prevista dal comma 2 dell'art. 58 del dlgs 546/1992 che testualmente dispone come sia fatta salva la possibilità di produrre nuovi documenti in appello.
FONTE: ITALIA OGGI

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