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NOVITÀ NORMATIVE

COMUNI IN DIFFICOLTA' NEL 2013 NELLA GESTIONE DELLE MULTE DA AUTOVELOX.

Da gennaio gli uffici ragioneria degli enti locali non sapranno come attenersi alle nuove regole sulla contabilità dei proventi autovelox. Non è infatti ancora stato licenziato il necessario decreto attuativo previsto dalla legge 120/2010 e questa carenza determina grave pregiudizio anche alla sicurezza stradale.
Lo hanno chiarito Aci e Finco con un comunicato congiunto diramato ieri. La vicenda dei proventi autovelox è bizzarra perché, dopo una complessa discussione parlamentare, la riforma del codice stradale introdotta con la legge 120/2010 si è arenata. Questo ha scatenato polemiche che alla fine sono confluite nel comma 16 dell'art. 4-ter del dl 16/2012, inserito in sede di conversione dalla legge n. 44/2012.
Il provvedimento dell'ultima ora ha inciso in maniera grossolana in materia di contrasto degli autovelox utilizzati solo per fare cassa. In pratica la novella ha introdotto un automatismo specificando che anche in mancanza del decreto necessario ai sensi dell'art. 25 della legge 120/2010 per avviare il complesso meccanismo della ripartizione dei proventi il meccanismo anti-abusi entrerà comunque in vigore dal 1° gennaio 2013.
In mancanza di istruzioni formali l'unica certezza operativa al momento è che la ripartizione dei proventi riguarderà gli accertamenti alle violazioni dei limiti di velocità rilevati dagli organi di polizia stradale sulle strade appartenenti a enti diversi da quelli dai quali dipendono gli organi accertatori. Inoltre gli incassi autovelox dovranno essere destinati alla realizzazione di interventi mirati, preventivamente individuati dalla legge. Il risultato di questa accelerazione si è tradotto in una bozza dell'atteso decreto con annessa circolare riepilogativa sull'uso e collocazione dei misuratori di velocità che però tarda a essere pubblicato.
A quanto risulta il provvedimento si compone di soli 5 articoli. Innanzitutto il documento formalizza la struttura della relazione periodica da inviare allo stato ogni anno, dal 31 maggio 2014. La relazione dovrà evidenziare tutti i proventi delle multe stradali e separatamente quelli derivanti dall'eccesso di velocità. Dal prossimo mese di gennaio sarà però necessario tenere una contabilità separata. Da una parte tutte le multe stradali e dall'altra quelle per eccesso di velocità. Senza le regole di dettaglio però sarà caos gestionale. Per questo motivo il tavolo di lavoro romano ha evidenziato l'impatto negativo della mancata pubblicazione del decreto sulla sicurezza stradale e in particolare sugli investimenti per il miglioramento della viabilità.
«La rete stradale non va abbandonata a sé stessa», ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Aci, «perché se l'esiguità dei fondi disponibili oggi ne rallenta i lavori di manutenzione, domani ne impedirebbe totalmente la ricostruzione». I proventi delle contravvenzioni non dovrebbero rientrare nel patto di stabilità, conclude la nota, perché destinati a investimenti per la sicurezza stradale e non a spese correnti.
FONTE: ITALIA OGGI

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