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NOVITÀ NORMATIVE

DAL 2013 IMU COMUNALE MA CON SORPRESE!

La carta ancora non c'è ma per il trasferimento dell'Imu ai municipi dovrebbe essere questione di ore. La conferma è giunta ieri dal presidente dell'Anci, Graziano Delrio, che al termine del direttivo dei sindaci ha annunciato: dal 2013 l'imposta tornerà ai Comuni, l'emendamento è certo. Emendamento che fino a ieri sera non risultava però ancora depositato e che dovrebbe arrivare oggi nel mini-pacchetto sugli enti locali completato dalle modifiche sulla Tares e sulle Province.
A partire dall'anno prossimo dunque l'imposta sugli immobili diventerà municipale di nome e di fatto. Come spiegato da Delrio «i Comuni potranno fissare con certezza le aliquote in ogni realtà territoriale e per questo – ha aggiunto – apprezziamo questo provvedimento perché va nella direzione della semplificazione». Innanzitutto per i cittadini che non dovranno preoccuparsi di separare nel modello di pagamento la quota dello Stato da quella dei municipi.
Non cambierà però l'ammontare del gettito. Che, ad aliquote invariate, resterà di circa 21 miliardi di euro. Risorse che, a differenza di oggi, finiranno però interamente nelle casse dei sindaci. In cambio dell'azzeramento (o quasi) del fondo perequativo di riequilibrio del federalismo. Il come lo spiegherà la proposta di modifica dei relatori Paolo Tancredi (Pdl) e Giovanni Legnini(Pd) attesa per oggi. Diverso il discorso per gli immobili commerciali: le aliquote saranno di competenza statale e, di fatto, pure gli incassi. Che arriveranno in periferia ma saranno poi riversati al centro.
A completare il mini-pacchetto sugli enti locali dovrebbero esserci poi le tanto attese modifiche sull'erede della Tarsu (la Tares) e lo scioglimento del nodo-Province. Dopo l'affossamento al Senato del decreto 188 sul riordino degli "enti di mezzo" non si capisce quali funzioni saranno chiamate a gestire dal 2013.
Il problema da risolvere infatti è come conciliare la stretta contenuta nell'articolo 23 del salva-Italia (che trasferiva tutti i compiti a Regioni e Comuni tranne quello di indirizzo politico) con quella prevista nell'articolo 17 della spending (che riattribuiva, a riordino avvenuto, alle amministrazioni provinciali le competenze su ambiente, trasporti, scuola). Per tutto il pomeriggio ieri il pendolo dei senatori è oscillato tra una proroga al 2014 degli effetti del 23 e una loro sospensione. Ferma restando la difficoltà di giustificare nella legge di stabilità una norma come questa, di natura chiaramente ordinamentale.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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