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NOVITÀ NORMATIVE

LA PRIMA RATA TARES SLITTA AD APRILE.

Maratona nella notte per l'atteso "sì" della commissione Bilancio del Senato alla legge di stabilità. Che ha rallentato la corsa sullo scoglio dell'alleggerimento del patto di stabilità per i Comuni con un braccio di ferro tra sindaci e Governo. Alla fine la chiusura in commissione è stata rinviata a stamattina, l'approdo in Aula dovrebbe essere nel pomeriggio, se non ci saranno ulteriori ostacoli.
Quello sugli enti locali rappresenta il "tocco finale" del nuovo massiccio restyling apportato al testo da Palazzo Madama dopo quello già consistente operato dalla Camera.
Tra i "vagoncini" aggiunti ieri in corsa all'ultimo treno della legislatura il rinvio ad aprile della Tares con la possibilità per i Comuni di variare il numero delle rate e delle scadenze, il milleproroghe tra cui il differimento degli sfratti esecutivi, la proroga per i contratti dei precari della Pa e lo slittamento di tre mesi degli incentivi al fotovoltaico per gli immobili della pubblica amministrazione.
Nella mattinata intanto era passato il rinvio della riforma delle province e, per i terremotati dell'Emilia, l'alleggerimento della cosiddetta "busta paga pesante". Sul tavolo anche l'allentamento del patto di stabilità interno con le risorse che complessivamente arrivano a toccare 1,25 miliardi (nella versione presentata dal Governo sabato scorso erano 850 milioni).
Prima dell'approdo in Aula previsto per oggi e su cui il Governo porrà la fiducia, la Commissione Bilancio, che fino alla fine ha tenuto in naftalina una sorta di micropacchetto pre-elettorale con le sembianze di una legge mancia, ha affrontato in nottata anche una lunga serie di ritocchi "in ordine sparso". A cominciare dal possibile aumento del Preu (le tasse sui giochi) per coprire la reintroduzione dell'esenzione Irpef sulla reversibilità degli indennizzi agli invalidi di guerra e dal ripristino della possibilità di utilizzare le catene e non esclusivamente gli pneumatici termici.
Dati in arrivo, poi, altri 80 milioni per il comparto sicurezza e licenziate alcune correzioni a emendamenti già approvati come quello sull'agenzia dei beni confiscati alla mafia che potrà ricevere personale qualificato dagli enti pubblici economici e non da quelli "non economici" come proposto venerdì scorso.
Ad aprire la lunga giornata della stabilità in Senato è stato di buon mattino il ministro del l'Economia, Vittorio Grilli, che ha confermato la disponibilità del Governo ad un allentamento del patto di stabilità interno soprattutto in termini di "dote" più consistente, così come al rinvio della nuova tassa rifiuti e servizi (Tares). Impegni diventati misure nel pomeriggio, a partire dalla Tares.
L'entrata in vigore del nuovo tributo comunale chiamato a sostituire la tassa rifiuti o la tariffa in quei Comuni che hanno adottato la Tia, slitta ad aprile. E comunque i sindaci potranno differire ulteriormente questo termine. L'emendamento del Governo dà infatti ai sindaci la facoltà di variare scadenza e numero delle rate di versamento del tributo rispetto alle quattro attuali. Così come viene prevista fin da subito, e non più soltanto dal 1° gennaio 2014, la possibilità del versamento della Tares in unica soluzione in coincidenza con il pagamento di giugno.
Sul patto di stabilità interno, invece, l'allentamento arriva a toccare un miliardo e 250 milioni di cui un miliardo e 50 milioni ai Comuni e 200 milioni per le province (per i dettagli si rinvia al servizio di pagina 5). Per le coperture, oltre a pescare ancora una volta dal fondo per i rimborsi fiscali, il Governo ha proposto la riapertura dei termini fino al 30 giugno 2013 per il pagamento per la rivalutazione di terreni e partecipazioni in mercati non regolamentati posseduti al 1° gennaio 2013. Ma il pressing dei sindaci, guidati da Delrio e Alemanno, per far salire fino a 500 milioni l'asticella dei minori tagli previsti dalla spending review è proseguito senza soste.
Nella mattinata di ieri era arrivato il via libera al rinvio di un anno del riordino delle province e delle città metropolitane, che riguarderà anche l'accorpamento delle prefetture. Per i terremotati dell'Emilia è stato ridotto l'effetto delle cosiddette "buste paga pesanti". Con un sub-emendamento del Pd è stato previsto che la restituzione delle ritenute fiscali e previdenziali (Irpef+contributi) da parte dei lavoratori dell'area colpita dal sisma dello scorso maggio, fissata per il 21 dicembre prossimo, non avverrà più in unica soluzione ma a rate e soprattutto non potrà superare un quinto dello stipendio.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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