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NOVITÀ NORMATIVE

TARIFFE E TRIBUTI: LE MODIFICHE POTRANNO ESSERE FATTE FINO AL 30 SETTEMBRE.

Per salvare i propri conti, Comuni e Province potranno modificare tariffe ed aliquote dei tributi fino al 30 settembre, cioè fino alla data entro cui va attuata la verifica sugli equilibri di bilancio. Se la mossa sarà indispensabile, quindi, Tares, Imu, imposta di soggiorno e così via potranno crescere anche dopo il 30 giugno, data che dall'anno prossimo segnerà la scadenza per approvare i preventivi. I proventi delle alienazioni, invece, potranno essere destinati solo a spese di investimento.
Le novità arrivano dal pacchetto di correttivi sulla finanza locale presentato ieri dai relatori. La riscrittura del Patto di stabilità non "salva" i piccoli Comuni, quelli da mille a 5mila abitanti (sono 3.422 nei territori soggetti al Patto), che dall'anno prossimo dovrebbero quindi salire sulla giostra di obiettivi di saldo e rischio sanzioni.
Sul piatto, per loro, c'è solo un mini-alleggerimento rispetto alla disciplina generale, ma il tema alimenta ancora lo scontro aspro fra sindaci e Governo al centro del braccio di ferro in corso fino a tarda notte. Nei Comuni che già oggi fanno i conti con questi vincoli di finanza pubblica, invece, gli emendamenti cambiano il lavoro di ragionieri, assessori al bilancio e revisori. Oltre ad alleggerire il carico complessivo, le nuove regole modificano tra l'altro le basi di calcolo e i meccanismi di certificazione degli obiettivi.
Nel caso delle Regioni, invece, scompare il doppio binario di cassa e competenza per essere sostituito dalla «competenza eurocompatibile»: in questa grandezza entreranno gli impegni e i pagamenti correnti al netto di trasferimenti, tasse e oneri straordinari, e i pagamenti in conto capitale con l'esclusione di concessioni di crediti, acquisti di titoli, partecipazioni azionarie e trasferimenti.
Tornando ai Comuni, le novità aggiornano prima di tutto i numeri di riferimento per il conteggio degli obiettivi di saldo, che dal 2013 punteranno alla spesa corrente media 2007/2009. Per trovare il saldo imposto dai nuovi vincoli di finanza pubblica, secondo la proposta dei relatori i Comuni da mille a 5mila abitanti dovrebbero applicare un moltiplicatore del 15,8%, poco inferiore a quello del 16% che invece sarebbe previsto per gli altri sindaci. Nelle Province, invece, l'indicatore da applicare alla spesa corrente media 2007/2009 sarebbe del 19,7 per cento.
Anche l'anno prossimo, dal gruppone di Comuni e Province sarà separato un drappello di enti «virtuosi», che si potranno disinteressare dei moltiplicatori perché avranno come unico obiettivo il «saldo zero».
Per individuarli, i parametri di quest'anno (rispetto del Patto, autonomia finanziaria, equilibrio corrente e capacità di riscossione) saranno corretti in base al «valore delle rendite catastali» e al «numero di occupati»: il primo parametro serve a individuare gli enti favoriti sul Piano dal gettito Imu, mentre del secondo sfugge la correlazione con la finanza locale.
Tutti gli altri parametri scritti nella manovra 2011, dalla convergenza con i fabbisogni standard al tasso di copertura dei servizi, incontrano invece un altro rinvio di un anno. Sulla certificazione degli obiettivi, si introducono regole più flessibili, che in caso di ritardi danno però ai revisori dei conti i poteri di commissari ad acta per la trasmissione dei dati all'Economia.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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