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NOVITÀ NORMATIVE

ILLEGITTIMA L'ESENZIONE ICI DEI NO-PROFIT MA NON SI PUO' RECUPERARE.

L'esenzione dalla vecchia Ici di cui hanno goduto dal 2006 gli immobili delle associazioni no profit (comprese le congregazioni religiose e le associazioni sportive dilettantistiche) era un aiuto di Stato illegittimo. Ma quegli importi non versati ai Comuni non dovranno essere recuperati. Lo stabilisce la decisione che assumerà oggi la Commissione europea, su proposta del commissario alla Concorrenza, Jaquín Almunia, con cui si chiude una procedura aperta nel 2006 nei confronti dello Stato italiano. La Ue, quindi, darà anche il via libera alle nuove regole che scattano dal 1° gennaio 2013.
Secondo Bruxelles la legge approvata a febbraio scorso, oltre ad abolire esplicitamente l'agevolazione del 2006, chiarisce in modo inequivocabile che l'esenzione dall'Imu riguarda solo gli immobili destinati ad attività non commerciali. Inoltre introduce il principio "pro-rata" per gli immobili in cui si svolgono attività miste. Criterio, questo, che è stato precisato in termini di requisiti oggettivi e soggettivi, allineati con la giurisprudenza dell'Unione, dal regolamento del ministero dell'Economia approvato a fine novembre.
La questione più complicata era, a questo punto, gestire il pregresso. In caso di aiuti di Stato illegittimi, le norme comunitarie impongono al Governo del Paese membro di recuperare le somme in questine. Ma a Bruxelles, come spiegano fonti comunitarie coinvolte nel dossier, hanno fatto due ragionamenti, il primo tecnico e il secondo politico.
Innanzitutto hanno verificato - come segnalavano le autorità italiane - che sarebbe stato impossibile sulla base delle informazioni catastali disponibili, nonostante l'incrocio con le dichiarazioni dei redditi, risalire all'uso degli immobili negli anni in questione e soprattutto verificarne la destinazione reale. Ma ancora più rilevante è stata la valutazione "politica" largamente condivisa dalle Direzioni generali che hanno ritenuto inopportuno, in un momento di crisi economica così forte come quello attuale, colpire il terzo settore con una decisione che probabilmente avrebbe messo in ginocchio molti enti e associazioni. Un riconoscimento esplicito al ruolo del no profit.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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