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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: DALLA LEGGE DI STABILITA' LE NOVITA' DEL 2013.

Al netto dei proclami da campagna elettorale e delle scelte del prossimo Governo il 2013 degli italiani sarà comunque all'insegna dell'Imu. Proprio come il 2012. Con una sola novità già decisa. Che, per la verità, impatterà più sullo Stato e i Comuni che sui contribuenti. Grazie alle modifiche introdotte alla legge di stabilità, infatti, i sindaci avranno l'intero gettito sulle abitazioni mentre l'erario manterrà quello sugli immobili delle imprese. Uno scambio che, relazione tecnica alla mano, vale circa 9 miliardi.
Se si eccettua il primo anno – quando i primi cittadini incasseranno un contributo extra di 150 milioni a parziale compensazione dei tagli – l'operazione sarà a saldo zero per le casse di tutti i protagonisti. Da un lato, lo Stato perderà gli 8,7 miliardi assicurati oggi dalla compartecipazione al 50% sui proventi degli immobili diversi dalla prima casa ma guadagnerà i 4,7 miliardi associati alla tassazione dello 0,76% (che i primi cittadini potranno aumentare dello 0,3, ndr) su capannoni e opifici. Dall'altro, i sindaci si terranno l'intero "montepremi" sulle case ma rinunceranno a 4,4 miliardi di trasferimenti perequativi oggi incassati.
Tutti i movimenti di dare e avere passeranno per il nuovo «fondo di solidarietà comunale» che da gennaio sostituirà il vecchio «fondo sperimentale di riequilibrio» di calderoliana memoria nel compito di perequare gli squilibri tra i territori ricchi e quelli poveri.
A stabilire il suo plafond sarà un decreto del presidente del Consiglio da emanare entro il 30 aprile previo accordo in Conferenza Stato-città; entro il 31 dicembre dovrà invece arrivare il Dpcm per il 2014. Fino ad allora i Comuni ci metteranno 4,7 miliardi di incassi Imu stornati e integrati da un "obolo" statale una tantum di circa 1 miliardo, che nel 2014 scenderà a 318,5. Numeri che potranno essere modificati quando, presumibilmente a gennaio, arriveranno i dati definitivi sugli incassi dell'imposta municipale nel 2012. Che dovrebbero essere di 23-24 miliardi anziché 21 come preventivato dal Tesoro e messo a bilancio con il salva-Italia di un anno fa.
Lo stesso Dpcm dovrà poi fissare il peso dei criteri per la ripartizione del fondo di solidarietà. Sulla base dei parametri individuati dalla legge di stabilità: dal gettito ad aliquota base (che resterà del 4 per mille sulle prime case e del 7,6 sugli altri immobili) ai fabbisogni standard alle variabili demografiche e territoriali.
L'impatto di tutte queste modifiche sulla vita dei contribuenti sarà relativo. L'unica differenza di rilievo sarà la semplificazione delle modalità di pagamento dell'imposta. I cittadini non dovranno più separare l'importo destinato al centro da quello appannaggio della periferia. Ma basterà indicare la cifra complessiva del quantum dovuto e l'unico codice tributo applicabile a differenza dei due richiesti attualmente.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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