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NOVITÀ NORMATIVE

MULTE DA AUTOVELOX: IL PROVENTO SI DIVIDE A META'.

Il groviglio delle regole è parecchio intricato anche per gli standard della nostra normativa, ma sul risultato finale sono tutti d'accordo. Da quest'anno la metà dei soldi chiesti dagli autovelox della Polizia locale sulle provinciali, regionali o statali andrà girata al proprietario della strada: il meccanismo, certo, disincentiva l'impegno dei Comuni nella vigilanza di alcuni tratti (l'autovelox ha un costo e per funzionare nei centri abitati deve impegnare quasi sempre una pattuglia, dato il divieto di controlli automatici sulle strade urbane ordinarie), ma fa decadere anche una delle principali cause di confusione fra tutela della sicurezza stradale ed esigenze di cassa dei sindaci, soprattutto nei tanti Comuni medio-piccoli che in questi anni hanno trasformato in pilastri delle entrate molti bei rettilinei accanto ai paesi.
Tanto più che dovrebbero diventare sistematici i controlli sugli utilizzi degli incassi da autovelox, che secondo il Codice della strada (articolo 142, decreto legislativo 285/1992) andrebbero interamente destinati a manutenzione e sicurezza stradale. Sugli enti che sgarrano pende il taglio del 90% dei proventi, e sui loro dirigenti incombono la responsabilità disciplinare e il danno erariale.
La divisione a metà della torta prodotta dagli autovelox fra Comuni ed enti proprietari delle strade è scritta in «Gazzetta Ufficiale» dal 29 luglio 2010, ma è rimasta confinata nella teoria per l'assenza del decreto attuativo che avrebbe dovuto disciplinare le verifiche e la spartizione degli introiti. Il ministero delle Infrastrutture e il Viminale non hanno ancora tappato la falla, ma nel frattempo sono intervenute le «semplificazioni fiscali» di marzo (articolo 4-ter del Dl 16/2012) a rompere gli indugi: decreto o non decreto, dal 2013 si fa a metà. La norma originaria, ancora in vigore, direbbe esattamente il contrario, ma in una nota Anci di sei mesi fa anche i sindaci si sono detti d'accordo sul debutto dal 2013.
Gli automobilisti, insomma, ora dovrebbero stare tranquilli, perché le multe serviranno a tutelare la sicurezza loro più di quella finanziaria dei Comuni. Meno sereni restano invece gli operatori delle amministrazioni locali, perché ancora non è chiaro se il 50% andrà calcolato sul riscosso o sull'accertato, e come andranno trasmessi i dati ai ministeri. Per capirlo, serve il decreto ministeriale.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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