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NOVITÀ NORMATIVE

RISCOSSIONE: L'AZIONE ESECUTIVA PUO' ESSERE BLOCCATA CON UNA DICHIARAZIONE.

Tra le diverse novità introdotte dalla legge 228/2012 in tema di riscossione, certamente destinata a ridisegnare i rapporti tra contribuenti, soggetti incaricati della riscossione ed enti impositori è quella introdotta ai commi 537-543.
Si prevede qui la possibilità per il contribuente, mediante la presentazione di una dichiarazione, di conseguire un duplice effetto. Il primo è l'arresto immediato dell'azione esecutiva. A ben vedere, la previsione non fa che dare veste normativa alla possibilità di sospendere l'azione dell'agente della riscossione mediante autocertificazione, già introdotta dalla Direttiva di Equitalia 10/2010, sostanzialmente ampliando il novero delle ipotesi per cui è consentita.
Semmai, va evidenziato che l'effetto sospensivo dell'azione esecutiva appare non solo istantaneo ma anche automatico, nel senso che non sembra lasciato al concessionario della riscossione, una volta presentata la dichiarazione, alcun margine di apprezzamento circa la fondatezza o meno delle ragioni vantate per bloccare la riscossione (un unico dubbio si può porre per la tempestività della dichiarazione, che deve essere presentata entro 90 giorni dal primo atto esecutivo, potendo immaginare che il concessionario sia legittimato a rigettare almeno le dichiarazioni tardive).
Il secondo effetto previsto per la dichiarazione è invece una novità assoluta. Se l'ente impositore, a cui il concessionario è tenuto a trasmettere la dichiarazione, non provvede entro 220 giorni dalla presentazione a comunicare al contribuente e al concessionario l'infondatezza/inadeguatezza delle ragioni addotte per sospendere l'esecuzione, il credito sottostante è cancellato.
Automaticamente. Anche questo, difatti, è un effetto che si compie per il solo infruttuoso decorso del termine concesso all'Ente impositore per verificare la dichiarazione del contribuente. Peraltro, è un effetto destinato a prodursi indipendentemente dalla circostanza invocata per bloccare l'esecuzione: indipendentemente, cioè dal fatto che l'arresto sia stato sollecitato in ragione dell'ottenuta sospensione amministrativa o giudiziale del titolo esecutivo, ovvero a seguito della prescrizione del credito.
Si manifesta, così, uno strumento nelle mani del contribuente dagli effetti dirompenti, sprovvisto peraltro di contrappesi adeguati a contrastarne un uso distorto: a ben vedere, è sanzionata solo la produzione di documentazione falsa, non anche semplicemente inidonea a giustificare la sospensione della riscossione. Restano così molti dubbi. Innanzitutto, sulla possibilità di reiterare la dichiarazione, nonché sulla portata decadenziale del termine per presentarla. Poi, e soprattutto, sull'impugnabilità della comunicazione di inidoneità della dichiarazione a bloccare la riscossione. Tutto ciò lascia presagire, insomma, che il cantiere della riscossione dovrà essere riaperto in un futuro inevitabilmente prossimo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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