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NOVITÀ NORMATIVE

CEDOLARE SECCA SUGLI AFFITTI PER UN FISCO PIU' LEGGERO.

I proprietari di casa hanno una sola possibilità per alleggerire il loro carico fiscale: la cedolare secca sugli affitti.
Stretti dalla tenaglia dell'Imu e della nuova Tares sui rifiuti, per alleggerire il loro carico fiscale i proprietari di casa possono optare per la cedolare secca sugli affitti, una possibilità che finora non ha riscosso successo ma che dal 1° gennaio 2013 consente il taglio delle deduzioni forfettarie sulle locazioni ordinarie dal 15 al 5%. Secondo gli ultimi chiarimenti dell'Agenzia delle Entrare nella circolare n. 47/2012, chi registra un nuovo contratto senza optare per la cedolare dovrà però attendere per forza la scadenza dell'annualità contrattuale successiva. Inoltre, ai sensi di quanto già indicato nella circolare n. 26/2011, l'imposta sostitutiva è riservata alle locazioni abitative effettuate da persone fisiche nei confronti di privati, restando quindi esclusi tutti gli alloggi affittai ad uso foresteria, a banche e imprese e a negozi e laboratori. In mezzo a tante limitazioni, la cedolare secca resta l'ultimo ed unico esempio di fisco immobiliare "generoso" messo in cantiere ai tempi del federalismo e contenuto nel D.Lgs. n. 23/2011 che conteneva anche la prima versione dell'Imu. Ci si chiede quindi perché finora l'imposta sostitutiva abbia raccolto così pochi consensi. In realtà, le statistiche dicono che più della metà dei possessori di abitazioni locate dichiarano cifre rispetto alle quali la cedolare secca sui contratti a canone libero regala un risparmio annuo d'imposta variabile da poche decine a poche centinaia di euro a seconda dello scaglione Irpef del proprietario e del livello dell'addizionale comunale e regionale. Ecco spiegato il motivo per cui molti contribuenti hanno lasciato perdere. Per i contratti a canone concordato, poi, non è neppure il caso di prendere in considerazione la cosa perché si è osservato che ai contribuenti con reddito basso alla fine conviene restare semplicemente all'Irpef. Con il 2013 le cose cambieranno perché anche questi ultimi pagheranno l'Irpef sul 95% del canone "libero" e sul 66,5% di quello concordato.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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