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NOVITÀ NORMATIVE

TARES: PAGAMENTO IN AUTOLIQUIDAZIONE CON F24.

La legge di stabilità 228/2012 conferma la nascita della Tares. Con il 1° gennaio 2013 scompariranno tutte le vigenti forme di prelievo sui rifiuti (Tarsu, Tia1, Tia2) per lasciare spazio a un tributo a struttura binomia articolato in tassa sui rifiuti e imposta sui servizi indivisibili.
Gli interventi dell'ultima ora accolgono in parte le richieste dei comuni senza rinunciare al nuovo tributo. Il comma 9 dell'articolo 14 del dl 201/2011 viene completamente riscritto individuando nel dpr 158/99, recante il metodo normalizzato della Tia Ronchi, l'unica fonte normativa da utilizzare per la determinazione delle nuove tariffe.
Per le unità immobiliari a destinazione ordinaria, transitoriamente, si utilizzerà la superficie calpestabile considerando valide le superfici dichiarate o accertate ai fini Tarsu, Tia 1 e Tia 2, almeno fino a quando non si procederà alle operazioni di allineamento della banca dati catastale per l'applicazione del criterio dell'80% della superficie catastale, che rimane quello preferito dal legislatore.
A tal fine, viene previsto l'obbligo di inserire nella dichiarazione i dati catastali e l'ubicazione delle unità immobiliari a destinazione ordinaria. Il comma 35 del citato articolo 14, di regolazione della fase di riscossione, viene completamente riscritto confermando la struttura di un tributo in autoliquidazione. In primo luogo, solamente per l'anno 2013, è ammesso l'affidamento della gestione del tributo, o della tariffa di cui al comma 29, ai soggetti che, alla data del 31 dicembre 2012 svolgono, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti, accertamento e riscossione, della Tarsu, Tia1, Tia2.
Si tratta di una facoltà di affidamento diretto scritto in deroga all'articolo 52 del dlgs 446/97, fondato invece sul criterio della selezione pubblica. Il carattere eccezionale della norma è insito nella stessa durata, circoscritta all'anno 2013.
La formulazione flessibile, scritta per un affidamento in concessione, consente di ricorrere al gestore attuale dei rifiuti, anche dove non gestiva il prelievo, o alle società iscritte all'albo già affidatarie del servizio di accertamento e riscossione.
Di rilievo la modalità di riscossione che rimette al centro dell'attenzione, come accade per l'Imu, lo strumento della delega di pagamento F24, accompagnato dal bollettino postale, al quale si applicano le disposizioni dello stesso articolo 17 in quanto compatibili. Si tratta della stessa formulazione adottata per il bollettino Imu incassato sul conto dello stato.
La sorte definitiva del canale di versamento sarà concretizzata da apposito decreto ministeriale che dovrà favorire la possibilità di modelli di pagamento precompilati. Trova conferma la scadenza temporale delle quattro rate di versamento fissate per gennaio, aprile, luglio, ottobre con la possibilità per i comuni di agire con potestà per variare le scadenze.
Per l'anno 2013, la prima rata è comunque posticipata ad aprile, con la possibilità di slittare ulteriormente il termine; l'importo in acconto è commisurato al versamento eseguito nell'anno 2012 a titolo di Tarsu o Tia, rinviando la definizione dell'importo al conguaglio, da applicare con le nuove tariffe calcolate col metodo del dpr 158/99 senza fasi transitorie per la copertura totale dei costi.
Confermato che il tributo e la maggiorazione sono versati esclusivamente al comune, inciso che, contestualizzato nel canale F24, sembra indicare la destinazione delle somme trasferite dalla struttura di gestione, come già visto per l'Imu sperimentale. Il restyling della norma mantiene di fondo l'impostazione originaria della Tares limitandosi a dei correttivi necessari per garantire il finanziamento del servizio nel 2013. L'operazione applicativa sarà di grande impatto soprattutto per i comuni che non avevano introdotto correttivi sulla base del dpr 158/99.
Resta la possibilità di introdurre la tariffa corrispettiva prevista dal comma 29 ancora condizionata alla misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico, restando così disattese le richieste avanzate dalle società di gestione dei rifiuti per facilitare l'introduzione del corrispettivo.
La nuova norma rende evidente il tentativo di trasformare un tipico tributo in liquidazione dell'ente, che si era caratterizzato per le difficili dinamiche di riscossione nella fase bonaria di riscossione diretta, in una modalità in autoliquidazione da parte del cittadino, alla pari dell'Imu, pur restando la facoltà di trasmettere modelli precompilati per facilitare gli adempimenti.
FONTE: ITALIA OGGI

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