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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: IN ALCUNI CASI LA DELIBERA DELLE ALIQUOTE ARRIVATA DOPO I TERMINI.

Ricordate la corsa dei Comuni per approvare le aliquote dell'Imu entro il 31 ottobre 2012? Non tutti sono arrivati in tempo. È la situazione, per esempio, di Sabaudia, in provincia di Latina. Qui, a seguito del commissariamento, la delibera ha visto la luce solo il 13 dicembre 2012, quattro giorni prima della scadenza per il versamento del saldo. Oltretutto, fissando l'aliquota ordinaria al livello massimo dell'1,06%, lasciando invariata allo 0,4% quella sulla prima casa, e prevedendo due misure di favore per l'agricoltura: l'aliquota allo 0,76% sui terreni e quella allo 0,1% sui fabbricati rurali strumentali.
Tutto bene? Non proprio, perché la legge prevede che in caso di ritardo valgano le aliquote nazionali (0,4% sull'abitazione principale, 0,76% sugli altri immobili e 0,2% sui rurali strumentali).
Eppure, anche se le regole sono chiare, il contribuente rischia di finire tra l'incudine e il martello: se, ignorando la delibera, ha pagato facendo riferimento alle aliquote nazionali, rischia di ricevere un accertamento dal Comune; se ha pagato secondo le indicazioni dell'amministrazione locale, lo aspetta probabilmente una lunga attesa per ottenere il rimborso. A patto di accorgersi del problema.
A Barletta è accaduto: il Comune, commissariato all'inizio di novembre dello scorso anno, ha emanato la delibera il 7 novembre, per poi revocarla a seguito dei rilievi del ministero dell'Economia. Oggi sul sito della cittadina pugliese campeggia un link dal quale è possibile scaricare il modulo per fare la richiesta di rimborso di quanto versato in più in occasione del saldo. «Quando la delibera è stata ritirata era ormai fine novembre – spiegano dall'ufficio Tributi – e parecchi cittadini avevano già versato il saldo in anticipo rispetto alla scadenza ultima del 17 dicembre.
Adesso stiamo facendo i conti con le richieste di rimborso». Così a oggi si contano una novantina di istanze per un ammontare pari a 11mila euro. «È nostra intenzione – aggiungono i funzionari – chiedere alla futura amministrazione di prevedere un meccanismo di compensazione sui versamenti del 2013, per ottimizzare il lavoro necessario a rimettere in equilibrio la situazione. Vedremo...».
In altri Comuni, invece, la questione sembra per ora essere passata sotto silenzio, A Comiso, provincia di Ragusa, la delibera 86 porta la data del 14 novembre 2012. L'ente, in dissesto, ha scelto le aliquote più alte: 1,06% ordinaria, 0,6% per l'abitazione principale, 0,2% per i fabbricati rurali. Agli uffici di Ragusa di Confedilizia non risultano segnalazioni, ma è pur vero che le istanze di rimborso saranno valide se presentate entro i prossimi cinque anni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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