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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: SANZIONI RIDOTTI PER CHI ANTICIPA L'AVVISO DI ACCERTAMENTO.

Chi ha pagato in ritardo, o non ha pagato per niente, può sanare la sua posizione – anche in relazione all'Imu – con il meccanismo del ravvedimento operoso. L'istituto, contemplato dall'articolo 13 del Dlgs 472/1997 è applicabile anche al tributo comunale per esplicita previsione della circolare 3/DF/2012, paragrafo 14.
Il senso della norma è quello di consentire al contribuente, che si sia accorto di avere commesso una irregolarità, di sanarla in modo spontaneo, prima della conoscenza dell'avvio di qualsiasi attività di accertamento da parte del Comune, beneficiando di una riduzione delle sanzioni normalmente applicabili.
Poiché, a oggi, gli unici adempimenti relativi all'Imu riguardano i versamenti in acconto e a saldo per l'anno 2012, la sanzione "ordinaria" in cui si può incorrere è di due tipi:
- se il versamento è stato effettuato, sia pure in ritardo, entro i 14 giorni successivi alla scadenza, si applica una sanzione pari al 2% per ogni giorno di ritardo (al massimo, dunque, il 28% per 14 giorni di ritardo);
- se il versamento è avvenuto oltre tale momento, oppure non è stato proprio effettuato, la sanzione canonica sale al 30 per cento.
Mediante il ravvedimento, allora, è possibile ridurre tale sanzione edittale a due differenti misure: se il rimedio avviene nei 30 giorni successivi alla scadenza, si beneficia di una riduzione della sanzione a 1/10 della misura base, mentre se si provvede con ritardo superiore ai 30 giorni, ma entro il termine di presentazione della dichiarazione dell'anno in cui si è commessa la violazione (se è previsto il meccanismo di dichiarazione annuale periodica), oppure entro il termine di un anno dalla originaria scadenza (negli altri casi), la riduzione della sanzione è pari a 1/8.
Così, ad esempio, se si versa l'imposta con ritardo di 10 giorni rispetto alla scadenza, la sanzione "base" è pari al 20% (2% x 10 giorni) e, provvedendo con il ravvedimento, si riduce al 2% (20%: 10). Se si versa con ritardo di 30 giorni, la sanzione si riduce al 3% (30%: 10). Diversamente, se si versa il tributo con 40 giorni di ritardo, la sanzione base applicabile è del 30% e, utilizzando il ravvedimento, si riduce al 3,75% (30%: 8).
Oggi, sia in relazione all'acconto che al saldo 2012, l'unica forma di ravvedimento possibile è quella canonica, associata a una sanzione ridotta del 3,75%, poiché sono già passati oltre 30 giorni dalle rispettive scadenze di pagamento.
Una ulteriore precisazione che va fatta riguarda la completezza del ravvedimento operoso; infatti, i benefici possono essere ottenuti solo alla condizione che, contestualmente al l'eventuale imposta dovuta, siano versate le sanzioni (conteggiate come sopra visto) e gli interessi. Questi ultimi si determinano moltiplicando l'ammontare della sola imposta dovuta per i giorni di effettivo ritardo e per il tasso annuo del 2,5%, dividendo poi il prodotto ottenuto per 36.500.
Per comprendere l'importanza dell'affermazione, si può ribadire che non si avrebbe diritto al beneficio del ravvedimento (vale a dire alla riduzione della sanzione) ove non fossero versati gli importi dovuti sino all'ultimo centesimo. In particolare, la "completezza" del ravvedimento coinvolge anche un secondo aspetto; il conteggio corretto della riduzione delle sanzioni, in relazione ai giorni di ritardo con cui si provvede alla sanatoria, va effettuato solo con riguardo a tutti i pagamenti dovuti; così, se verso il tributo con 30 giorni di ritardo senza pagare anche le sanzioni e gli interessi, il ravvedimento dovrà comunque considerarsi effettuato solo al momento in cui provvedo al pagamento di tali altri importi (quindi, nel caso prospettato, con sanzione del 3,75% e non del 3%).
Peraltro, non è richiesto che il momento di versamento imposta, sanzione e interessi sia contestuale, ma unicamente che il computo della sanzione sia effettuato in relazione al ritardo connesso con l'ultimo pagamento delle somme dovute.
I tre elementi dovuti per il perfezionamento del ravvedimento non trovano separata esposizione sul modello di versamento Imu, diversamente da quanto avviene, ad esempio, in tema di imposte dirette o Iva, ove è richiesta la separata indicazione di imposta, sanzioni e interessi con appositi codici tributo. Per l'imposta comunale, invece, il versamento va effettuato cumulando le somme sul codice del tributo (quota comunale e/o quota statale), segnalando che si tratta di ravvedimento solo con la barratura dell'apposita casella che è inserita sia nel modello che nel bollettino postale.
Così, nel caso in cui sia stato tardivamente versato il tributo relativo a una prima casa e relative pertinenze, e si intenda provvedere successivamente al pagamento delle sanzioni e degli interessi per perfezionare il ravvedimento, le somme dovute dovranno essere inserite sempre con l'indicazione del codice tributo 3912.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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