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NOVITÀ NORMATIVE

TARES PROROGATA A LUGLIO LA PRIMA RATA.

La Tares slitta a luglio. Con l'approvazione definitiva della conversione in legge del Dl 1/2013, ieri alla Camera, l'articolo 1-bis, introdotto dal Senato, posticipa, per il solo anno 2013, al mese di luglio il termine di versamento della prima rata del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, disciplinato all'articolo 14, comma 35, del Dl 211 del 2011, precedentemente fissato in gennaio e poi spostato al mese di aprile dalla legge di stabilità 2013. Sempre ferma restando la facoltà, per il Comune, di posticipare ulteriormente tale termine.
Gli altri provvedimenti contenuti nel Dl 1/2013 prevedono una serie di modifiche all'attuale disciplina dei rifiuti. L'articolo 1 proroga il regime speciale vigente in Campania, che attribuisce alle province la gestione delle attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e differisce l'entrata in vigore del divieto di smaltire in discarica i rifiuti che non possono essere ulteriormente valorizzati attraverso il riciclaggio. Viene anche messa a regime la disciplina dei Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). L'articolo 2 proroga fino al 31 dicembre 2013 gli incarichi dei Commissari per le emergenze ambientali (tra cui la nave Concordia).
L'articolo 2-bis interviene sui contributi in favore dei soggetti residenti nelle regioni colpite dal sisma in Emilia del maggio 2012, in modo da coprire integralmente le spese per la riparazione, il ripristino o la ricostruzione degli immobili. Tra gli altri, il Governo ha accolto l'ordine del giorno presentato da Simonetta Rubinato (Pd), il cui gruppo ha peraltro votato a favore della proroga, con cui si impegna ad assumere le iniziative necessarie a rimediare all'introduzione della Tares: «Il rinvio del pagamento della prima rata a luglio 2013, approvato la scorsa settimana dal Senato – spiega Simonetta Rubinato – non risolve i problemi. Anzi, li complica ulteriormente, perché le famiglie si troveranno a pagare un vero e proprio salasso, aggiuntivo all'Imu».
Il rinvio del pagamento della Tares è strettamente legato all'appuntamento elettrorale, anche se ufficialmente è legato alla possibilità per il nuovo Governo di rivederne l'impianto; alla commissione Ambiente del Senato era stato chiesto con un emendamento del presidente D'Alì anche per «restituirle la sua natura di tariffa contro un servizio corrisposto». Federambiente, però, aveva sottolineato i rischi del mancato afflusso di liquidità agli operatori.
Il nodo è quello economico, infatti: la Tares prevede una componente legata alla raccolta e smaltimento rifiuti, che deve coprire il costo del servizio, ma anche una «maggiorazione» da 30 centesimi al metro quadrato (elevabile a 40 dal Comune) per pagare i «servizi indivisibili». Quindi, sicuramente almeno un miliardo in più per i contribuenti: oneri che sotto elezioni non era il caso di chiedere.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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