PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

IL TAR SICILIA BLOCCA LA CORTE DEI CONTI SUL DISSESTO.

L'intimazione della Corte dei conti a dichiarare il dissesto di un Comune, secondo il meccanismo introdotto nel 2011 con i decreti attuativi del federalismo fiscale, non ha carattere «giurisdizionale» e quindi non è «assolutamente insindacabile»; dal momento che il dissesto crea «un sicuro e gravissimo pregiudizio alla comunità cittadina», e impedisce di accedere agli aiuti anti-default introdotti a ottobre con il decreto enti locali, il Tar Sicilia con un'inedita decisione blocca il "fallimento" del comune di Cefalù.
La decisione, contenuta nella sentenza 19/2013, non è nel merito, e per il momento si limita alla sospensiva; le considerazioni dei giudici però sono inequivocabili, arrivano a sottolineare il fatto che le responsabilità della paralisi contabile sono «chiaramente attribuibili ai precedenti Governi del Comune», e in questo modo offrono elementi concreti per prevedere l'indirizzo del giudizio di merito che sarà pronunciato il 14 febbraio.
Le settimane di sospensione bastano da sole a permettere al Comune di elaborare un piano di rientro da presentare al Viminale per chiedere l'aiuto statale. La portata della pronuncia, con cui per la prima volta un Tar blocca una decisione della Corte dei conti interessa da vicino i tanti enti locali che si trovano in situazioni analoghe.
L'inedito conflitto fra magistrature nasce dal nuovo meccanismo anti-default messo in piedi a ottobre per decreto dal Governo Monti. Per accedere al fondo rotativo, il comune (o la provincia) deve elaborare un piano di rientro che ambisca a sanare gli squilibri strutturali dei bilanci, e riesca anche a ripagare nel tempo, entro dieci anni, l'assegno iniziale ricevuto dallo Stato.
Questa chance è preclusa agli enti locali in cui il "dissesto obbligato" sia già arrivato all'atto finale, quando cioè la Corte conti dichiara che le contromisure necessarie non sono state elaborate e di conseguenza intima al consiglio comunale di dichiarare il default. Il Tar ora arriva a bloccare la diffida della magistratura contabile offrendo di conseguenza un'opportunità ulteriore agli enti già invischiati nel "dissesto obbligato" quando è stato creato il nuovo fondo, anche sulla base del fatto che lo strumento anti-default offre fino a 10 anni (invece di tre) al Comune per risalire la china.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<settembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
28293031123
45678910
11121314151617
18192021222324
2526272829301
2345678
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio