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NOVITÀ NORMATIVE

TRIBUTI MODIFICABILI FINO AL 30/09/2013 MA IL RISCHIO E' IL CAOS.

I comuni e le province che devono ripristinare gli equilibri finanziari possono modificare le aliquote e le tariffe di tributi locali fino al 30 settembre di ogni anno. Sono così a rischio la certezza delle aliquote, in particolare quelle dell'Imu.
Questa preoccupante novità è contenuta il comma 444 dell'art. 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 che, nell'intervenire sull'art. 193, comma 3, del Tuel, accorda ai comuni e alle province che sono tenuti a ripristinare gli equilibri finanziari, la possibilità di modificare le tariffe e le aliquote relative ai tributi di propria competenza entro la data indicata al comma 2, dello stesso art. 193, vale a dire il 30 settembre di ciascun anno.
Tutto ciò «in deroga all'articolo 1, comma 169, della legge 27 dicembre 2006, n. 296», che costituisce una delle norme basilari del sistema dei tributi locali e che è destinato a vacillare di fronte a una disposizione così stramba. Infatti fino a oggi in base a detta norma vi erano alcune fondamentali certezze, e cioè che:
- il termine di deliberazione delle tariffe e delle aliquote dei tributi di competenza degli enti locali è stabilito nella data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione;
- le suddette deliberazioni, anche se approvate successivamente all'inizio dell'esercizio, purché entro il termine stabilito per la deliberazione del bilancio di previsione, hanno effetto dal 1º gennaio dell'anno di riferimento;
- le deliberazioni relative alle aliquote e alle tariffe per i tributi locali sono automaticamente confermate nel caso in cui l'ente non deliberi, modificandole, entro i termini di approvazione del bilancio di previsione.
L'unico elemento di incertezza era ogni anno l'individuazione dell'esatto termine stabilito per la deliberazione del bilancio di previsione, che veniva spesso fatto slittare ora con legge ora con un decreto ministeriale, a seconda delle necessità manifestate dagli enti locali.
Ebbene, se da un lato l'art. 1, della legge n. 228 del 2012, offre al comma 381, un elemento di certezza fissando al 30 giugno 2013 il termine per l'approvazione del bilancio di previsione per l'anno 2013, dall'altra il comma 444 consente ai comuni e alle province di modificare le aliquote ben oltre detta data.
Il termine del 30 settembre si ricava dal rinvio effettuato dalla norma in esame al comma 2, dello stesso art. 193 che delinea la procedura in base alla quale l'organo consiliare dell'ente locale provvede al controllo degli equilibri generali di bilancio apportando, in caso di squilibrio, i necessari provvedimenti. La norma non consente, però, in alcun modo ai comuni ed alle province di modificare le aliquote o le tariffe dei tributi locali.
Ciò sarà, invece, possibile, a partire dal 2013, proprio grazie alle modifiche apportate al comma 3 del citato art. 193 del Tuel dal comma 444 della legge di stabilità, che con la sua dirompente portata finisce in concreto per minare il sistema tributario locale, determinando l'estrema incertezza dei contribuenti in ordine alla misura del tributo, che potrà variare fino al 30 settembre di ogni anno.
Non va sottovalutato, inoltre, l'effetto deleterio che tale norma provoca soprattutto in materia di Imu. Infatti per tale tributo a decorrere dall'anno di imposta 2013, l'art. 13, comma 13-bis, del dl 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha introdotto una forma di pubblicità costitutiva della misura del tributo.
Detta norma prevede infatti, che le deliberazioni di approvazione delle aliquote e della detrazione dell'Imu devono essere inviate esclusivamente per via telematica per la pubblicazione nello stesso sito informatico di cui all'art. 1, comma 3, del dlgs 28 settembre 1998, n. 360, vale a dire il sito previsto per la pubblicazione delle deliberazioni in materia di addizionale comunale all'Irpef, www.finanze.it. La norma precisa, inoltre, che l'efficacia delle deliberazioni decorre dalla data di pubblicazione nel sito informatico in questione e gli effetti delle deliberazioni stesse retroagiscono al 1º gennaio dell'anno di pubblicazione nel sito informatico, a condizione che detta pubblicazione avvenga entro il 30 aprile dell'anno a cui la delibera si riferisce. Detto invio deve avvenire entro il termine del 23 aprile; in caso di mancata pubblicazione entro il termine del 30 aprile, le aliquote e la detrazione si intendono prorogate di anno in anno.
È indispensabile, quindi, un urgente «aggiustamento» del un sistema che, ancor prima di decollare, è già destinato a rimanere a terra.
Con la norma in questione si è creato, infatti, un gran pasticcio che se da un lato può avvantaggiare i comuni che possono rifare i conti tranquillamente fino a settembre, crea un gran caos ai contribuenti che si vedono cambiare le carte in tavola all'ultimo momento.
FONTE: ITALIA OGGI

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