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NOVITÀ NORMATIVE

UNIONI: DAL 2013 AL VIA CON COMPETENZE ALLARGATE.

I Comuni fino a 5mila abitanti devono associare tramite unione tra Comuni o convenzione le loro «funzioni fondamentali». Il percorso associativo deve essere avviato e completato entro il 2013 secondo le modalità definite dalla legge statale e regionale.
Non è pacifica, prima di tutto, la delimitazione della prima funzione indicata all'articolo 14, comma 27, del Dl 78/2010 («organizzazione generale dell'amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo»). Va segnalata anzitutto una posizione interpretativa più attenta al dato formale, che sembra in effetti restringere l'obbligo al semplice coordinamento dei servizi amministrativi oltre che alla gestione finanziaria e contabile.
D'altra parte occorre considerare lo spirito della legge: l'elenco comprende le «funzioni fondamentali» rilevanti per la definizione dei costi standard e dei fabbisogni finanziari delle autonomie locali. Sotto questo profilo, i servizi interni complessivamente intesi costituiscono una parte irrinunciabile, per cui l'obbligo associativo non può non comprendere la gestione dei servizi amministrativi oltre che di quelli contabili. Non avrebbe molto senso, del resto, mettere in piedi un'organizzazione complessa che unifica la gestione delle sole ragionerie e mantiene nei singoli enti gli altri servizi interni. È stato affermato allora che per una corretta definizione delle funzioni fondamentali occorre fare riferimento alla Funzione 1 del bilancio o, meglio ancora, alla Missione 1 del nuovo bilancio armonizzato che comprende una serie eterogenea di servizi interni, con un'impostazione che pare più convincente (si veda anche Corte dei conti, sezione di controllo Piemonte, parere n. 304/2012). Occorre dunque associare un'ampia serie di servizi, dalla segreteria alla gestione del personale, dal servizio finanziario all'economato (servizio acquisti), dalla gestione delle entrate ai controlli interni (articolo 147, comma 5, Tuel introdotto dal Dl 174/2012).
Tra i servizi da associare vi è certamente anche quello informatico, come precisato anche dall'articolo 14, comma 28, del Dl 78/2010. Questa gestione obbligatoria è da ricondurre alla forma associativa istituita per la generalità dei servizi interni; l'articolo 19, comma 7, del Dl 95/2012 ha abrogato i commi da 3-bis a 3-octies dell'articolo 15 del D.Lgs. 82/2005, superando così l'antinomia che si era determinata con la sovrapposizione delle due diverse previsioni normative sulla gestione associata delle funzioni Ict per i piccoli Comuni.
Altro servizio da associare è quello degli appalti per lavori pubblici e acquisizione di beni e di servizi; tali procedure devono essere accentrate secondo lo schema della «centrale unica di committenza» (articolo 33, comma 3bis, del Dlgs 163/2006) con decorrenza 31 marzo 2013 (articolo 23, comma 5, Dl 201/2011; articolo 29, Dl 216/2011). È stato affermato che l'obbligo riguarda solo le procedure di gara: ogni ente rimane responsabile delle fasi a monte (programmazione/progettazione) e a valle (esecuzione), a parte le procedure eventualmente conferite ad altro ufficio associato (ad esempio, al servizio acquisti); ogni ente (o ufficio associato) provvede inoltre agli affidamenti diretti nei casi consentiti (Corte dei conti, sezione Piemonte, parere 271/2012).
Restano da chiarire gli obblighi sulla gestione di patrimonio e lavori pubblici, per le fasi che precedono e seguono la gara. Da un lato va richiamata la posizione più formale, in base alla quale i lavori pubblici e la manutenzione del patrimonio comunale non rientrerebbero tra le funzioni da associare in via obbligatoria; dall'altro lato, vi è chi considera essenziale l'unificazione dei servizi interni nella loro globalità (servizi amministrativi, finanziari, tecnici), per le ragioni sopra illustrate. Seguendo quest'ultima impostazione, i servizi tecnici devono essere computati tra i costi standard e quindi devono essere associati. Sulla questione si attende tuttavia un chiarimento ministeriale.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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