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NOVITÀ NORMATIVE

LA CASA RURALE NON PAGA L'ICI

Un immobile è considerato rurale indipendentemente dalla categoria catastale di appartenenza, purché vengano soddisfatti i requisiti di ruralità previsti dall'art. 9 del dl n. 557/93. È quanto ha chiarito l'Agenzia del territorio, con una nota del 26/02/2010, alle organizzazioni di categoria, confermando le direttive già impartite con la circolare n. 7 del 15 giugno 2007.
Tale decreto, integrato con le modifiche introdotte dalle disposizioni successive, opera una distinzione tra gli immobili destinati a edilizia abitativa e le costruzioni strumentali allo svolgimento dell'attività agricola.
In ogni caso, spiega l'Agenzia, la qualificazione rurale spetta a tutte le unità immobiliari censite nella categoria catastale A, e non solo in A/6, come ribadito da una recente sentenza della Cassazione (sent. n. 1865/09, del 21/08/2009). Fanno eccezione, ovviamente, le unità riportanti le caratteristiche di lusso, ovvero censite nelle categorie A/1 e A/8. Ma non solo, l'Agenzia ha anche chiarito che un immobile strumentale all'esercizio dell'attività agricola, può essere classificato in una delle categorie dei gruppi ordinari (per esempio C/2, C/3, C/6), ovvero in una delle categorie speciali (D/1, D/7, D/8), e mantenere nel contempo i requisiti di ruralità.
In buona sostanza, tale chiarimento si è reso necessario, in considerazione delle innumerevoli controversie portate di fronte al giudice tributario, in ordine alla questione dei classamenti catastali e dunque alle pretese di Ici da parte dei comuni, anche se, la stessa Agenzia del territorio, con circolare n. 7 del 15/6/2007, si era già espressa in tal senso. Infatti, nella suddetta circolare, la stessa, non solo aveva ribadito il concetto in base al quale gli immobili rurali a uso abitativo «possono essere iscritti in una qualunque categoria del gruppo A», salvo le eccezioni sopra ricordate (abitazioni con caratteristiche di lusso), ma aveva anche sottolineato come «la materia catastale è del tutto autonoma rispetto alla materia fiscale in ordine all'accertamento della ruralità».
La Cassazione, invece, intervenendo a sezioni unite con la sentenza n. 1865/09, ha formulato alcune considerazioni che presentano taluni aspetti di criticità. In particolare, nella citata sentenza si sostiene che, «affinché sia riconosciuto come rurale un fabbricato a uso abitativo, lo stesso deve essere rilevato in catasto con la categoria A6 - fabbricati rurali, mentre, se trattasi di fabbricato strumentale, deve essere accatastato con la categoria D10 - fabbricati rurali strumentali». In sintesi, per la Cassazione sono esenti dall'imposta solo i fabbricati rurali iscritti nelle categorie A/6 o D/10. Con la nota del 26/02/2010, l'Agenzia del territorio fuga ogni dubbio.
In particolare, in ordine alla presunta attribuzione della categoria A6 ai fabbricati rurali a uso abitativo, evidenzia che tale attribuzione non sembra tener conto di quanto stabilito dal citato articolo 9 comma 3 lett. e) del decreto legge n. 557/93, che ha negato la qualificazione rurale solo alle unità immobiliari censite nelle categorie A/1 e A/8. Ribadisce, peraltro, l'anacronismo della categoria A/6, in quanto oggi raramente riconosciuta alle residenze, «perché desueta per le primitive dotazioni impiantistiche e finiture».
Infine, con riferimento alle costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento delle attività agricole, la nota chiarisce che la categoria catastale D/10, risulta attribuibile solo nel caso in cui non si riscontri nel quadro di qualificazione catastale una categoria maggiormente appropriata in relazione alle caratteristiche intrinseche ed estrinseche dell'immobile. In altre parole, un immobile strumentale all'esercizio dell'attività agricola può essere classificato anche in una delle categorie dei gruppi ordinari diversi dal D/10. Infine, relativamente alla sola categoria D/10, l'eventuale successiva perdita dei requisiti di ruralità, implica l'obbligo di dichiarazione di variazione al competente Ufficio provinciale del territorio, e la conseguente attribuzione di una diversa categoria catastale.
FONTE: ITALIA OGGI

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