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NOVITÀ NORMATIVE

NOVITA SUL PATTO DI STABILITA' DOPO LA CONVERSIONE DEL DL 2/2010

Quasi al fotofinish il decreto enti locali è diventato legge. Quattro giorni prima della sua decadenza, con 151 sì, 92 no e tre astenuti, il Senato ha approvato il testo che rinvia al 2011 i tagli alle poltrone locali contenuti in finanziaria e puntella i conti di Roma capitale. Lasciando invece a bocca asciutta Milano che, sulla possibilità di detrarre dal patto di stabilità tutte le spese per Expo 2015, ha portato a casa solo un ordine del giorno bipartisan.
A favore del provvedimento si è schierata compatta la maggioranza mentre Pd e Idv hanno ribadito la loro contrarietà. Vedendosi però respinte sia le pregiudiziali di costituzionalità sia i 200 emendamenti presentati in aula. Il massimo che l'opposizione è riuscita a incassare è stato l'ok del governo sulla riformulazione di un ordine del giorno bipartisan che impegna l'esecutivo stesso a «valutare l'opportunità di (...) non considerare nel saldo finanziario anche la quota a carico degli enti locali, relativamente alle opere previste per Expo».
Il decreto infatti consente ai comuni di escludere dal patto di stabilità interno le opere realizzate in occasione dei grandi eventi. Ma non quelle relative alla manifestazione milanese del 2015 perché l'esonero dal computo -delle spese per l'Expo è limitato alla quota coperta dal finanziamento statale; la norma prevede infatti l'equiparazione di queste uscite a quelle sostenute per gli sta ti di emergenza, che sottraggono ai vincoli di finanza pubblica «le risorse provenienti dallo stato e le relative spese».
Ma non è questa l'unica novità in tema di patto contenuta nel Dl.
Inedito è il trattamento per gli enti che hanno percepito entrate extra da operazioni straordinarie messe in atto da partecipate quotate; per loro cambiano le basi di calcolo, perché le percentuali di miglioramento previste dalla manovra d'estate 2008 si applicano ai saldi medi del 2003/2007, anziché a quelli del triennio 2005/2007. Confermata l'esclusione dal patto delle entrate da cessioni e alienazioni e dei dividendi distribuiti dalle quotate; a differenza dell'anno scorso, però, l'esclusione diventa obbligatoria, e limitata a chi l'ha già prevista nel 2009. Rinnovato anche il (piccolo)via libera ai pagamenti, autorizzato dalla regione, per gli enti virtuosi, cioè quelli che hanno rispettato il patto nel 2008 e che vantano organici e spese correnti più leggeri della media.
Passando alle reazioni, soddisfatto si è detto il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli facendo notare che «decine di migliaia di poltrone sono state abrogate con una "dieta forzata" sugli enti locali».
Divise invece province e comuni. Le prime hanno sottolineato favorevolmente l'addio alle Ato; i secondi hanno parlato di «un'altra occasione persa per dare risposte concrete ai comuni italiani».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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