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NOVITÀ NORMATIVE

TARES: PAREMETRI DI CALCOLO LIBERI IN BASE ALLE INDACZIONI DEL MEF.

Nella determinazione delle tariffe della Tares i Comuni non saranno costretti a seguire puntualmente i coefficienti del «metodo normalizzato» indicati dal Dpr 158/1999 e già utilizzati dai circa 1.300 sindaci (il 15% del totale) che negli anni scorsi hanno applicato la Tia. In pratica, i Comuni potranno fare riferimento ai minimi e massimi previsti dal «metodo normalizzato» muovendosi liberamente fra questi due valori.
È questa l'indicazione operativa più importante delle «Linee guida» sui nuovi regolamenti Tarsu diffuse ieri dal ministero dell'Economia. Le Linee guida, a cui si accompagna un modello di regolamento messo a punto dai tecnici di Via XX Settembre, vengono in aiuto soprattutto ai Comuni che fino a ieri applicavano la vecchia Tarsu, e che di conseguenza devono ridefinire integralmente i piani tariffari, determinando i parametri per ogni tipologia di contribuente dall'utenza domestica al bar fino all'impianto industriale. Per la minoranza dei Comuni, quelli a Tia, il passaggio non è problematico, perché il metodo normalizzato già disciplinava la tariffa e garantiva la copertura integrale dei costi del servizio.
Questa copertura totale, ora imposta per tutti dalla Tares, è una delle questioni-chiave per le altre amministrazioni locali. Sul tema, le indicazioni ministeriali chiariscono che i mancati gettiti di un anno vanno riportati nell'anno successivo, proprio per non aprire buchi nella copertura integrale. Anche per questa ragione, dovrebbe essere buona regola prudenziale per l'anno d'esordio effettuare le previsioni tenendo conto di una quota fisiologica di insoluto (come già accade nelle gestioni Tia).
I chiarimenti ministeriali svolgono poi una sorta di funzione suppletiva alle norme individuando con precisione i confini fra i locali assoggettabili a tassazione e quelli esclusi. Tra queste ultime ci sono per esempio le aree di parcheggio gratuite (per esempio quelle di supermercati e centri commerciali), mentre le aree a pagamento secondo la Cassazione sono soggette a tassazione. Fuori dall'ambito Tares restano inoltre gli strumentali agricoli.
Per le case a disposizione, il criterio consigliato dal ministero è quello del conteggio presuntivo in base alla superficie degli immobili, con un criterio che però è già stato bocciato come illegittimo dai giudici amministrativi (si veda Tar Sardegna, sentenza 551/2012). Negli immobili occupati, invece, per il numero di abitanti si potrà far riferimento alla situazione al 1° gennaio di ogni anno.
Fin qui le indicazioni per la costruzione del regolamento; per la sua traduzione pratica in incassi, invece, si attende ancora un intervento sulla proroga a luglio della prima rata che rischia di mettere in ginocchio le imprese.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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