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NOVITÀ NORMATIVE

DAL 1° GENNAIO CONTRATTI DI APPALTO SOLO IN FORMNATO DIGITALE.

Dal primo gennaio i contratti di appalto hanno detto addio alla carta. Da quella data infatti tutti i contratti pubblici di lavori, servizi o forniture devono essere stipulati, a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, oppure in modalità elettronica secondo le regole di ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa o con scrittura privata.
Il Decreto crescita (Dl 179/2012) ha introdotto questa importante novità nel Codice dei contratti pubblici, riformulando la disposizione che disciplina la formalizzazione dei rapporti tra stazioni appaltanti e operatori economici aggiudicatari (articolo 11 del Dlgs 163/2006). La norma impone il passaggio al digitale, prescrivendo la nullità di tutti i contratti pubblici ancora stipulati su supporto cartaceo, fatta eccezione per le scritture private.
La stipula elettronica dei contratti per gli appalti pubblici semplifica le procedure e garantisce minori costi.
L'interpretazione prevalente in sede di prima analisi della norma evidenzia come dal 1° gennaio 2013 le amministrazioni aggiudicatrici debbano digitalizzare i contratti sia se ricorrono ad un notaio sia se interviene come ufficiale rogante il segretario comunale. Ormai solo la scrittura privata è gestibile con modalità tradizionali (firma autografa sul supporto cartaceo, con formalizzazione semplice o autenticata).
Il percorso per l'atto pubblico notarile informatico è disciplinato in modo dettagliato da una serie di disposizioni della legge notarile (n. 89/1913) introdotte dal Dlgs 110/2010.
L'articolo 52-bis, in particolare, consente la sottoscrizione delle parti sia con la firma digitale sia con la firma elettronica, consistente anche nell'acquisizione digitale della sottoscrizione autografa.
L'alternativa all'atto pubblico notarile informatico è individuata nella forma pubblica amministrativa, anch'essa realizzata con modalità elettroniche, che devono tuttavia essere definite dalle stazioni appaltanti con proprie norme, da inserire nel regolamento dei contratti.
L'intervento del segretario comunale come ufficiale rogante segue lo schema operativo delineato dalla legge notarile, per cui anche in tal caso le sottoscrizioni delle parti possono essere acquisite con forma digitale o firma autografa scannerizzata.
Il passaggio più delicato è quello della registrazione del l'atto, per la quale molte amministrazioni pubbliche (soprattutto enti locali) stanno sperimentando l'utilizzo del software Unimod, messo a disposizione dall'agenzia delle Entrate: il programma consente anche il pagamento del l'imposta di registro e dell'imposta di bollo.
Proprio rispetto a quest'ultimo adempimento tributario si rileva uno dei principali elementi positivi per gli operatori economici, in quanto in base al Dm 22 febbraio 2007 il pagamento del bollo è effettuato in modo forfettario proprio in funzione della registrazione telematica (per un importo di 45 euro ad atto).
Più complesso appare il tema dei diritti di segreteria, per i quali le amministrazioni locali dovrebbero prevedere un passaggio intermedio, anch'esso digitalizzato, immediatamente precedente la registrazione.
Il flusso gestionale del contratto informatizzato si completa con la conservazione, per la quale i notai si avvalgono di una struttura tecnologica messa a punto dalla società informatica del Notariato, Notartel, con il coordinamento della commissione Informatica interna. Questo percorso è in fase di sperimentazione collaborativa, in alcuni contesti, anche per gli atti rogati dai segretari comunali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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