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NOVITÀ NORMATIVE

CERTIFICAZIONE CREDITI: IL TESORO RICHIAMA GLI ENTI INDEMPIENTI.

Otto ministeri con portafoglio su dodici, due sole Regioni, una manciata di Comuni, Province in ordine sparso, appena una settantina di enti del servizio sanitario. La mappa delle pubbliche amministrazioni che si sono accreditate sulla piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti vantati dalle imprese è ancora deludente e ha spinto il Tesoro a inviare più di un sollecito. La piattaforma, realizzata dalla Ragioneria generale dello Stato e gestita operativamente dalla Consip, è operativa dal 18 ottobre 2012, il primo ente si è accreditato sei giorni dopo, la prima impresa il 4 dicembre mentre lo scorso 3 gennaio è stata rilasciata la prima certificazione.
Ma il meccanismo che è alla base del pagamento dei debiti commerciali della Pa (stimati in 70 miliardi di euro) non è ancora decollato. Per quale motivo? La Ragioneria sottolinea come il sistema informatico sia pienamente funzionante, senza alcun problema tecnico, ma non può fare a meno di evidenziare il comportamento delle amministrazioni, che sembrano poco motivate all'utilizzo dello strumento. Non sono previste sanzioni per il mancato adempimento delle Pa, forse poco inclini a legarsi le mani con una procedura vincolante come la certificazione. Colpisce la mappa delle Regioni, tra le quali risultano accreditate solo la Puglia, con il "progetto certificazioni", e la Valle d'Aosta con il dipartimento enti locali, servizi di prefettura e protezione civile. Alla voce Comuni, troviamo Roma, Milano, Genova, Firenze ma sono assenti Napoli, Bologna, Torino, Bari, Palermo. Tra i ministeri mancano all'appello Sviluppo, Miur, Difesa, Lavoro.
Al 31 gennaio sono state rilasciate solo 71 certificazioni, per un importo di 3 milioni. Le Pa accreditate sono 1.227, le imprese 289: numeri inferiori alle attese, anche se il Tesoro rileva un'accelerazione nell'ultima settimana e confida di smuovere le cose attraverso interventi di "moral suasion" avviati tramite lettere ad Anci, Upi e Cinsedo e sollecitazioni ai collegi sindacali degli enti del servizio sanitario nazionale.
Eppure potrebbe non bastare. Perché ci sono criticità anche nell'accesso alla piattaforma da parte delle banche che erogano servizi di anticipo e smobilizzo dei crediti attraverso il consorzio Cbi (Customer to business interaction). In base alla convenzione firmata con il Mef, le banche potrebbero addirittura effettuare le operazioni di certificazioni per conto dei creditori, ma il sistema è fermo: dal mondo bancario sottolineano che non sono state ancora fornite alcune specifiche tecniche necessarie. E le imprese, a loro volta, fanno notare con perplessità che nel frattempo, anche se il dialogo digitale tra Cbi e piattaforma Consip non è ancora decollato, per la certificazione è stata già eliminata la possibilità di utilizzare, in via transitoria, la modalità cartacea.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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