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NOVITÀ NORMATIVE

CONCESSIONARI DELLA RISCOSSIONE: ATTENZIONE ALLE SCADENZE.

Il concessionario della riscossione che, per negligenza notifica al contribuente una cartella oltre i termini decadenziali previsti dalla legge, di fatto impedendo all'erario di incassare un proprio credito, deve ristorare la p.a. del danno da questa patito.
Lo ha messo nero su bianco la sezione giurisdizionale della Corte dei conti pugliese, nel testo della recente sentenza n.124/2013, con cui ha condannato un agente della riscossione della provincia barese a rimborsare all'Erario oltre 400 mila euro per la condotta negligente operata nell'iter di notifica di una cartella di pagamento in materia di imposte dirette.
Nei fatti oggetto del giudizio, dagli atti trasmessi dalla Commissione tributaria provinciale di Bari alla Procura regionale contabile del capoluogo pugliese, emergeva che, a causa di un colpevole ritardo nella notifica di una cartella di pagamento, relativa al liquidazione modello Unico 2004, da parte del locale concessionario della riscossione, la stessa magistratura tributaria aveva dovuto sancire l'annullamento della cartella per intervenuta decadenza.
Nella trasmissione degli atti, infatti, si rilevava come il concessionario avesse notificato oltre il termine decadenziale previsto dall'articolo 1, comma 5 bis della legge n.106/2005 (ovvero entro il terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione). Nel caso che qui interessa, entro il 31 dicembre 2007.
Il collegio della magistratura contabile pugliese ha così verificato, dalla documentazione in proprio possesso e accogliendo le tesi della Procura, che il ruolo era stato consegnato nel mese di agosto 2007. Quindi, ben quattro mesi prima del termine di decadenza. Un periodo, questo, che lo stesso collegio ha definito «più che sufficiente per porre in essere la notifica». Ma l'agente riscossore aveva provveduto alla notifica sul nel 2008.
In conclusione, il concessionario, omettendo di notificare nei termini decadenziali la cartella di pagamento pur avendo a disposizione un lasso di tempo ragionevole per farlo, ha dimostrato una condotta connotata da una particolare e grave negligenza, senza osservare quella minima diligenza che, tra l'altro, la peculiare qualificazione professionale dell'agente della riscossione avrebbe richiesto nel caso in esame e che, a conti fatti, è stata chiaramente disattesa.
FONTE: ITALIA OGGI

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