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NOVITÀ NORMATIVE

ICI FABBRICATI: RIDOTTO IL COEFFICIENTE PER CALCOLARE L'IMPOSTA

Ridotto il coefficiente annuale per la determinazione dell'Ici dei fabbricati delle imprese. Con decreto del ministero dell'Economia 9 marzo 2010, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» 69 di ieri, è stato infatti fissato a 1,02 (1,03 nel 2009) il coefficiente per quantificare l'Ici dovuta per quest'anno.
Nel determinare il parametro - è il più basso da quando è stata istituita l'imposta - si tiene conto dei dati risultanti all'Istat sull'andamento del costo di costruzione di un capannone. Il criterio contabile deve essere utilizzato per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in Catasto, ma solo se interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati. L'Ici deve essere pagata sul valore risultante dalle scritture contabili fino al momento in cui questi fabbricati vengono censiti in Catasto con attribuzione di rendita.
La disciplina Ici (decreto legislativo 504/1992) prevede che per i fabbricati iscritti in Catasto il valore dell'immobile si ottiene facendo riferimento all'ammontare delle rendite vigenti al 1° gennaio dell'anno di imposizione. Solo per quelli interamente posseduti da imprese, nel caso in cui gli stessi siano sforniti di rendita catastale, la base imponibile Ici è costituita dai costi di acquisizione e incrementativi contabilizzati, ai quali vanno applicati dei coefficienti stabiliti annualmente con decreto ministeriale. Il valore dell'immobile, così determinato, ha efficacia fino alla fine dell'anno d'imposta nel corso del quale viene attribuita la rendita catastale oppure viene annotata al Catasto la rendita proposta, con l'osservanza della procedura prevista nel decreto del ministro delle Finanze 701/94.
Il valore contabile ha efficacia fino a quando viene attribuita la rendita catastale. Dal momento in cui viene emanato il provvedimento dell'agenzia del Territorio o risulta al Catasto la rendita proposta, il valore del fabbricato deve essere determinato non più con riguardo ai costi contabilizzati bensì in base al valore catastale, a decorrere dall'anno di imposta successivo a quello nel corso del quale l'immobile risulta provvisto di rendita. Da quel momento occorre fare riferimento al valore catastale anche se la rendita è considerata errata (Cassazione, sentenza 15656/2004).
La rendita attribuita al fabbricato non dovrebbe avere efficacia retroattiva. Va però sottolineato che la Cassazione da alcuni anni ha cambiato idea. Con la sentenza 13077 del 17 giugno 2005 (il cui principio è stato ribadito con pronunce successive) ha stabilito che le imprese hanno diritto al rimborso dell'Ici versata sulla base delle scritture contabili, dal momento in cui hanno fatto la richiesta di accatastamento, se la rendita catastale comporta il pagamento di una somma minore.
Rivisto il principio in base al quale la rendita catastale ha efficacia solo dall'anno d'imposta successivo al momento in cui è stata attribuita.
Per i giudici di legittimità, il momento nel quale può dirsi attribuita la rendita catastale non può essere quello della "messa in atti", vale a dire il momento dell'iscrizione della rendita da parte dell'ufficio, ma deve essere quello della richiesta di accatastamento fatta dal contribuente. Dunque, diventano decisivi per risolvere la questione il momento e lo strumento della dichiarazione (o della richiesta del privato) per poter applicare un regime giuridico piuttosto che un altro.
FONTE:IL SOLE 24 ORE

DECRETO 9 MARZO 2010 - MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE


Decreto
Oggetto Aggiornamento dei coefficienti per la determinazione del valore dei fabbricati, di cui all'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo n. 504 del 1992, ai fini dell'applicazione dell'ICI dovuta per l'anno 2010. (GU n. 69 del 24-3-2010)
IL DIRETTORE GENERALE
delle Finanze
Visto l'art. 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, concernente i criteri di determinazione del valore, agli effetti dell'imposta comunale sugli immobili (ICI), dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante riforma dell'organizzazione del Governo;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 gennaio 2008, n. 43, che disciplina l'organizzazione del Dipartimento delle finanze;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
Considerato che occorre aggiornare i coefficienti indicati nell'art. 5, comma 3, del citato decreto legislativo n. 504 del 1992, ai tini dell'applicazione dell'ICI dovuta per l'anno 2010;
Tenuto conto dei dati risultanti all'ISTAT sull'andamento del costo di costruzione di un capannone;
Decreta:
Art. 1
Aggiornamento dei coefficienti per i fabbricati a valore contabile
1. Agli effetti dell'applicazione dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) dovuta per l'anno 2010, per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all'art. 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, i coefficienti di aggiornamento sono stabiliti nelle seguenti misure:
per l'anno 2010 = 1,02;
per l'anno 2009 = 1,03;
per l'anno 2008 = 1,07;
per l'anno 2007 = 1,11;
per l'anno 2006 = 1,14;
per l'anno 2005 = 1,17;
per l'anno 2004 = 1,24;
per l'anno 2003 = 1,28;
per l'anno 2002 = 1,33;
per l'anno 2001 = 1,36;
per l'anno 2000 = 1,40;
per l'anno 1999 = 1,42;
per l'anno 1998 = 1,45;
per l'anno 1997 = 1,48;
per l'anno 1996 = 1,53;
per l'anno 1995 = 1,57;
per l'anno 1994 = 1,62;
per l'anno 1993 = 1,66;
per l'anno 1992 = 1,67;
per l'anno 1991 = 1,71;
per l'anno 1990 = 1,79;
per l'anno 1989 = 1,87;
per l'anno 1988 = 1,95;
per l'anno 1987 = 2,11;
per l'anno 1986 = 2,27;
per l'anno 1985 = 2,44;
per l'anno 1984 = 2,60;
per l'anno 1983 = 2,76;
per l'anno 1982 e anni precedenti = 2,92.
Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 69 del 24/03/2010.

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