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NOVITÀ NORMATIVE

INCENTIVI PATTO 2013: COMPLICATI E A VOLTE IRRAZIONALI.

Fra compensazioni orizzontali e verticali, parametri di virtuosità e premialità varie anche il lato buono del Patto di stabilità interno, quello degli incentivi, si presenta quanto mai complicato e talora irrazionale.
Seguendo un ordine di tipo cronologico, il primo appuntamento in calendario dovrebbe essere quello con il Patto regionale verticale incentivato. Entro il 31 maggio, ciascuna regione ordinaria, oltre a Sicilia e Sardegna, dovrà decidere come ripartire fra comuni e province gli spazi finanziari messi a disposizione dall'art. 1, comma 122, della legge 228/2012.
La misura vale 800 milioni in termini di cassa per i governatori, i quali, attraverso il moltiplicatore previsto dalla norma (che assegna ad ogni regione un contributo cash pari all'83,33% degli spazi ceduti), diventano 960 milioni in termini di Patto per sindaci e presidenti di provincia. Il riparto dovrà essere deciso sulla base dei criteri concertati a livello territoriale (in sede di consiglio delle autonomie locali o con i rappresentanti di queste ultime in ciascuna realtà regionale).
Tuttavia, le decisioni dovranno essere prese, almeno in parte, al buio, giacché a fine maggio i dati sul Patto 2012 non saranno ancora consolidati (possono essere modificati entro 60 giorni dall'approvazione del rendiconto, quindi entro la fine di giugno) e con tutta probabilità non si saprà quali saranno gli enti virtuosi (lo scorso anno il Mef li ha individuati a luglio).
Il Patto incentivato potrà essere utilizzato solo per sbloccare pagamenti di residui in conto capitale. Tale limitazione rischia di escludere dai beneficiari gli enti che stanno sperimentando il nuovo sistema contabile previsto dal dlgs 118/2011. Essi, infatti, in virtù dei nuovi principi contabili, sono obbligati ad autorizzare spese in ragione degli stanziamenti di cassa realmente disponibili alla luce dei vincoli imposti dal Patto e quindi non registrano residui passivi in conto capitale che non possono essere pagati.
Forse in virtù di tale considerazione, la legge 228 (all'art. 1, comma 429) ha riproposto anche per il 2013 l'incentivo ad hoc per gli sperimentatori, che potranno spartirsi una torta da 20 milioni di euro. Anche in tal caso, sarà il Mef a suddividerla, con un provvedimento che dovrebbe vedere la luce dopo quello sui virtuosi (che nel 2012 sono stati esclusi, in quanto già beneficiati dell'azzeramento del loro obiettivo).
Entro il 15 luglio, i soli comuni (non le province) potranno aderire, come cedenti o come cessionari, al Patto orizzontale nazionale, che quest'anno, però, non potrà contare su alcun premio statale (lo scorso anno sul piatto c'erano 200 milioni per incentivare gli enti che ne avevano la possibilità ad alimentare la stanza di compensazione cedendo quote di Patto).
In autunno, torneranno ad essere protagoniste le regioni, che entro il 31 ottobre potranno attivare il Patto regionale verticale non incentivato (domande degli enti locali entro il 15 settembre) e quello orizzontale (domande entro il 15 ottobre).
Infine, è stato mantenuto anche per quest'anno il bonus a favore degli enti in regola con il Patto 2012 finanziato con le sanzioni a carico degli enti inadempienti. Anche se la lista dei buoni e dei cattivi viene chiusa nei primi mesi dell'estate, di norma il provvedimento di riparto non arriva prima di Natale.
FONTE: ITALIA OGGI

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