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NOVITÀ NORMATIVE

IL RINVIO A LUGLIO DELLA TARES DETERMINA RISCHI DI LIQUIDITA'.

In un panorama di finanza locale che non si fa più mancare nulla: ieri sono arrivate anche le prime «dimissioni per Tares». Le ha annunciate il sindaco di Berceto (Parma), Luigi Lucchi, che ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dicendosi «sgomento e deluso» dai nuovi ostacoli collegati al tributo sui rifiuti.
A sostenerlo sono intervenuti subito i vertici dell'associazione dei Comuni, a partire dal vicepresidente Anci, Alessandro Cattaneo, (sindaco Pdl di Pavia) che ha evocato «un sentimento di disperazione in questo momento molto diffuso tra noi primi cittadini».
Ma la Tares sta mettendo a soqquadro tutta la galassia collegata agli enti locali. I sindaci lamentano i meccanismi del tributo, che impongono di introdurre una maggiorazione locale (30 centesimi al metroquadro) in cambio del taglio preventivo da un miliardo ai fondi dei Comuni.
Le aziende invece sono alle prese con il blocco della liquidità, determinato dai rinvii pre-elettorali decisi dal Parlamento che ha spostato a luglio la prima rata del tributo. Gli incassi effettivi, di conseguenza, si faranno vedere non prima di settembre, con il risultato di costringere gli operatori a svolgere gratis il servizio per nove mesi: un problema che ricade direttamente sui Comuni, chiamati, quando possibile, ad anticipare liquidità alle imprese per far proseguire il servizio (sobbarcandosi anche gli oneri finanziari).
I numeri del resto sono imponenti: il servizio rifiuti nel 2012 è costato 5,8 miliardi di euro, per cui l'attesa di 9 mesi crea una tensione finanziaria da 4,3 miliardi (sono stime prudenziali, perché basate sui pagamenti effettivi).
In attesa di una soluzione nazionale (il Governo ha ipotizzato un decreto per rispostare all'indietro la prima rata, ma la conversione potrà essere effettuata solo dal prossimo Parlamento), in tutta Italia si cercano strumenti per metterci una pezza.
Una proposta è arrivata ieri da di Confservizi Cispel Toscana, che ha riunito le imprese dell'igiene ambientale del territorio; le aziende chiedono alla Regione di promuovere un accordo con gli istituti di credito per creare una rete di anticipazioni di liquidità, in grado di permettere di continuare a effettuare il servizio senza far ricadere tutti gli oneri finanziari su Comuni e operatori.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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