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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: SINDACI A RISCHIO PAGAMENTO SUI CENTRI SPORTIVI COMUNALI.

La nuova distribuzione dei gettiti Imu introdotta dalla legge di stabilità non risolve il paradosso degli immobili dei Comuni. Anzi, rischia di intricarlo ulteriormente. Al centro del problema c'è questa volta la «categoria D», che nel 2013 è l'unica a destinare i propri frutti fiscali (ad aliquota standard) interamente all'Erario.
In categoria D, qui sta il punto, sono classificate anche piscine, campi da tennis, centri sportivi in genere, che spesso sono di proprietà comunale. Manca per il momento un'interpretazione ufficiale, ma alcuni amministratori (anche di capoluoghi) in cerca di chiarimenti si sono sentiti rispondere dall'Economia che questi immobili sono soggetti all'Imu statale. I Comuni, in pratica, dovrebbero compilare i bollettini per versare all'Erario l'Imu sui propri immobili.
Per un'imposta «municipale», ridisegnata dalla legge di stabilità seguendo lo slogan del «gettito ai Comuni», non è una contraddizione da poco, le cui origini si nascondono negli sviluppi normativi che hanno accompagnato l'Imu.
La disciplina originaria del l'imposta sul mattone, scritta nel decreto «Salva-Italia» (articolo 13 del Dl 201/2011) non aveva ripreso l'esenzione Ici degli immobili di proprietà dei Comuni, determinando un ipotetico obbligo per i sindaci di pagare a se stessi metà dell'Imu ad aliquota standard.
Questa ipotesi era stata superata in via interpretativa, sulla base per esempio del fatto che quando il soggetto attivo e quello passivo coincidono l'imposta non scatta, ma questa lettura (insieme ad altre argomentazioni avanzate dall'Ifel) non aveva sanato il problema dei gettiti: tra gli elementi che secondo gli amministratori locali hanno "gonfiato" le stime di incasso fornite dall'Economia, sulla base delle quali sono stati effettuati i tagli ai Comuni, c'è il calcolo di 300 milioni di introiti che avrebbero dovuto essere generati proprio dagli immobili di proprietà comunale.
Ufficialmente, del resto, l'Imu degli immobili comunali non è mai venuta meno, come mostra anche una norma passata sotto silenzio nella legge di stabilità 2012: venendo in aiuto del Comune di Marsciano (19mila abitanti in provincia di Perugia) colpito dal terremoto di fine 2009, l'articolo 1, comma 556 della legge 228/2012 spiega che a Marsciano «non è dovuta la quota di imposta riservata allo Stato sugli immobili di proprietà dei Comuni»; quota che quindi ufficialmente continuava a esistere nel resto d'Italia.
La stessa legge di stabilità, cancellando la divisione delle entrate fra Comuni e Stato prevista dall'articolo 13, comma 11 del Dl 201/2011 e assegnando all'Erario l'intero gettito degli immobili di categoria D, ha fatto il resto.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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