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NOVITÀ NORMATIVE

TARES: GLI SCONTI APPLICABILI IN BASE ALLE LINEE GUIDA DELLE FINANZE.

Le agevolazioni Tares si applicano sulla parte fissa e su quella variabile della tariffa. Questa regola vale per le utenze domestiche e non domestiche. Le riduzioni tariffarie possono essere riconosciute anche alle occupazioni stagionali, purché la loro durata non superi i 183 giorni nel corso dello stesso anno solare. Per le attività commerciali e industriali è invece richiesto che l'uso stagionale degli immobili risulti da licenza rilasciata dall'autorità competente o da dichiarazione dell'interessato. Lo ha chiarito il ministero delle finanze nelle linee guida al prototipo di regolamento Tares che possono adottare i comuni.
Secondo il ministero, contrariamente a quello che ritiene la dottrina, le riduzioni tariffarie, anche per le utenze domestiche, si applicano sia sulla parte fissa che sulla parte variabile della tariffa. Nelle linee guida, inoltre, viene precisato che per attività stagionale si intende quella di durata non superiore a 183 giorni nel corso dello stesso anno solare. Mentre, per le utenze non domestiche la natura stagionale dell'attività deve essere comprovata dalla licenza rilasciata dagli organi competenti o deve risultare «da dichiarazione rilasciata dal titolare a pubbliche autorità».
Le riduzioni tariffarie, per il ministero, vanno riconosciute «dalla data di effettiva sussistenza delle condizioni di fruizione se debitamente dichiarate e documentate nei termini di presentazione della dichiarazione iniziale o di variazione». Tuttavia, per i residenti nel comune, la riduzione deliberata per l'occupante unico dell'immobile spetta anche in mancanza di specifica dichiarazione.
In effetti, i comuni hanno il potere di concedere, con regolamento, riduzioni tariffarie per particolari situazioni espressamente individuate dalla legge. Il consiglio comunale, tra l'altro, può deliberare agevolazioni Tares, oltre quelle già previste, purché l'ente abbia le risorse economiche per finanziarle. I benefici fiscali concessi dal comune si applicano non solo alla tassa, ma anche alla maggiorazione dovuta dai contribuenti sui servizi indivisibili.
L'articolo 14 del dl 201/2011 disciplina le agevolazioni tariffarie, riconoscendo al comune la facoltà di stabilire riduzioni del tributo dovuto in presenza di determinate situazioni in cui si presume che vi sia una minore capacità di produzione di rifiuti. A queste riduzioni viene però fissato un tetto massimo.
La riduzione della tariffa non può superare il limite del 30%. In particolare, questo beneficio può essere concesso per: abitazioni con unico occupante; abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo; locali e aree scoperte adibiti a uso stagionale; abitazioni occupate da soggetti che risiedono o hanno la dimora, per più di 6 mesi all'anno, all'estero; fabbricati rurali a uso abitativo.
Tutte le agevolazioni, dunque, si applicano anche alla maggiorazione, destinata alla copertura dei servizi indivisibili prestati dall'amministrazione comunale.
Questa previsione, però, non ha senso perché tra i due tributi che convivono all'interno della Tares non c'è alcun legame e i presupposti sono del tutto diversi. L'estensione alla maggiorazione può costituire un freno per i comuni nella scelta di deliberare eventuali agevolazioni. Considerato che il gettito della maggiorazione standard (0,30 euro al metro quadrato) comporta una corrispondente riduzione dei trasferimenti erariali. Quindi, minori risorse per gli enti.
FONTE: ITALIA OGGI

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