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NOVITÀ NORMATIVE

LA CARTA RESISTE NELLA STIPULA DEI CONTRATTI PUBBLICI.

Per la stipula dei contratti pubblici, anche dopo il primo gennaio 2013, è ancora ammessa la scrittura privata in forma cartacea e non c'è obbligo di stipula con «modalità elettronica», anche se le parti sono comunque libere di sottoscrivere il contratto con firma digitale; per la stipula con atto pubblico amministrativo è obbligatoria la sola «modalità elettronica» che può consistere anche nell'acquisizione digitale della sottoscrizione autografa ai sensi del codice dell'amministrazione digitale; sempre previsto l'atto pubblico notarile informatico, ai sensi della legge sull'ordinamento del notariato e degli archivi notarili.
È quanto chiarisce l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici con la determinazione n. 1 del 19 febbraio 2013 con la quale si danno indicazioni interpretative concernenti la forma dei contratti pubblici ai sensi dell'art. 11, comma 13 del codice.
Sulla norma è infatti intervenuto di recente l'articolo 6, comma 3, del dl 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 (cosiddetto decreto sviluppo bis) che, a partire dal primo gennaio 2013, dispone che «il contratto è stipulato, a pena di nullità, con atto pubblico notarile informatico, ovvero, in modalità elettronica secondo le norme vigenti per ciascuna stazione appaltante, in forma pubblica amministrativa a cura dell'ufficiale rogante dell'amministrazione aggiudicatrice o mediante scrittura privata».
La determina precisa in primis che la norma si applica a tutti i contratti previsti dall'art. 3 del codice («contratti aventi per oggetto l'esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti e la prestazione di servizi»), con esclusione dei contratti sottratti all'applicazione del codice stesso (per esempio, i contratti di compravendita o di locazione immobiliare stipulati dalle pubbliche amministrazioni. Per quel che riguarda, in secondo luogo, la forma elettronica, la determina specifica che «dall'esegesi letterale delle due disposizioni succedutesi nel tempo, detto obbligo appare circoscritto alla stipulazione in forma pubblica amministrativa, non essendovi una analoga specificazione con riguardo all'utilizzo della scrittura privata, nei casi in cui detto utilizzo è consentito».
Di ciò ne è prova l'impiego della congiunzione avversativa «o», prima dell'espressione «mediante scrittura privata», che per l'Authority presieduta da Sergio Santoro «non depone nel senso di poter ritenere estendibile l'inciso in modalità elettronica anche alla stipulazione per scrittura privata». Quindi la modalità elettronica costituisce «una modalità attuativa obbligatoria della forma pubblica amministrativa e non una forma alternativa alla stessa»: se la stipula dell'atto contrattuale avviene in forma amministrativa pubblica, la «forma elettronica» è l'unica modalità ammessa e la forma cartacea resta legittima soltanto in caso di scrittura privata.
Quando è ammessa la stipulazione per scrittura privata, l'Autorità chiarisce che è comunque facoltà delle parti sottoscrivere il contratto con firma digitale. Per «modalità elettronica» l'Autorità afferma che, anche in relazione a quanto prevede l'articolo 25 del codice dell'amministrazione digitale, l'espressione utilizzata dall'articolo 11, comma 13 del dlgs 163/2006, «può essere intesa anche nel senso che, per la forma pubblica amministrativa, è ammesso il ricorso all'acquisizione digitale della sottoscrizione autografa, ferma restando l'attestazione, da parte dell'ufficiale rogante, dotato di firma digitale, che la firma dell'operatore è stata apposta in sua presenza, previo accertamento della sua identità personale».
FONTE: ITALIA OGGI

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