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NOVITÀ NORMATIVE

RISCHIO RETROATTIVITA' PER LE CARTELLE SOSPESE.

Con la nota del 4 febbraio 2013 Ifel richiama l'attenzione dei Comuni sulla nuova procedura di sospensione delle cartelle di pagamento introdotta dalla legge di stabilità 2013.
Questo nuovo sistema, disciplinato nei commi 537-542, prevede che a decorrere dal 1° gennaio 2013, entro 90 giorni dalla notifica il contribuente può presentare al concessionario per la riscossione una dichiarazione con la quale venga documentata la presenza di qualsiasi causa di non esigibilità del credito.
In presenza della dichiarazione, i concessionari sono tenuti a sospendere subito ogni iniziativa di riscossione. Entro i 10 giorni successivi alla presentazione, il concessionario trasmette all'ente creditore la dichiarazione dal debitore e l'ente deve confermare nei 60 giorni successivi se le ragioni del debitore sono fondate o meno. Se l'ente non risponde, dopo 120 giorni dalla presentazione della dichiarazione del debitore al concessionario, le partite interessate dalla dichiarazione sono annullate di diritto e il contribuente è automaticamente discaricato dei ruoli. Gli importi sono eliminati dalle scritture patrimoniali dell'ente.
Occorre prestare molta attenzione perché in realtà, come ricorda Ifel, la procedura non è nuova ma è stata già adottata da Equitalia con la direttiva 6 maggio 2010. Ciò vuol dire che esistono già dichiarazioni di insussistenza del credito presentate al concessionario e da questo inoltrate agli enti creditori. In caso di silenzio dell'ente creditore, la direttiva di Equitalia, prevedeva la sospensione, sine die, della cartella, ma la legge di stabilità ne prevede, ora, l'annullamento.
Per queste dichiarazioni, il comma 543 della legge di stabilità prevede che si applichi la procedura sopra descritta, facendo però decorrere i termini dalla data di pubblicazione della legge (29 dicembre 2012). Pertanto, gli enti creditori dovranno inviare la comunicazione di insussistenza delle ragioni del debitore entro il 29 marzo e in caso di inerzia, le cartelle saranno definitivamente annullate entro il 6 agosto 2013.
Nella direttiva del 14 gennaio (prot. 2013/565), Equitalia ritiene che l'esame della fondatezza di quanto dichiarato e documentato dal debitore iscritto a ruolo è riservata, in via esclusiva, all'ente creditore che, in presenza di documenti falsi o contraffatti, procederà ad applicare la sanzione, dal 100 al 200 per cento dell'ammontare delle somme dovute, con un importo minimo di 258 euro. Peraltro, la normativa prevede, si ritiene illegittimamente, l'applicazione delle sanzioni non solo per le nuove dichiarazioni ma anche per quelle presentate dal 2010 al 2012.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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