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NOVITÀ NORMATIVE

PIU' SEVERI I NUOVI PARAMETRI DI DEFICITARIETA'.

Diventano più severi i parametri per individuare gli enti strutturalmente deficitari, che vengono sottoposti ai controlli aggiuntivi su organici, assunzioni e tassi di copertura dei costi dei servizi.
È stato infatti firmato dal ministro dell'Interno uscente Anna Maria Cancellieri il decreto con i nuovi parametri di deficitarietà strutturale, che modifica i criteri fissati nelle vecchie regole del 2009.I nuovi criteri si applicano ai bilanci che in base al calendario ordinario vanno approvati nel 2013, e quindi riguardano i consuntivi 2012 da chiudere entro il 30 aprile e i preventivi 2014 che per legge andrebbero scritti entro il 31 dicembre prossimo (i preventivi 2013 sono stati prorogati al 30 giugno dalla legge di stabilità; articolo 1, comma 381 della legge 228/2012).
In particolare, cambiano per i Comuni i due parametri (n.2 e 3) dedicati all'individuazione di una massa troppo consistente di entrate accertate ma non riscosse, che gonfiano la voce «residui attivi» dei bilanci. La soglia di allarme scatterà quando le mancate riscossioni annuali («residui attivi di nuova formazione») di entrate tributarie (Titolo I) ed extratributarie (Titolo III) supereranno il 42% (non più il 45%) degli accertamenti dello stesso titolo, e soprattutto rientrano nei calcoli gli incassi delle addizionali Irpef, mentre escono quelli relativi al fondo sperimentale di riequilibrio del 2012 e del fondo di solidarietà comunale negli anni successivi.
La conseguenza è chiara, e rende più stringente il parametro dal momento che esce dai conteggi un'entrata dall'incasso certo e regolare come i fondi erogati dallo Stato e rientra una voce soggetta a numerose variabili locali, a partire dall'efficienza della macchina della riscossione, come l'addizionale Irpef.
La stessa evoluzione caratterizza nel decreto il parametro n.3, che si concentra invece sulle mancate riscossioni degli anni precedenti («residui attivi da riportare») e segue la stessa procedura di calcolo previsto per il parametro precedente. In questo caso, il valore da non superare è del 65 per cento. Qualche ritocco, in linea con l'evoluzione delle norme sulla materia, riguarda poi il parametro n.6, che misura la consistenza delle spese di personale. Il tetto del 40% nel rapporto fra le spese di personale e le entrate correnti resta valido solo per i Comuni sotto i 5mila abitanti; quando i residenti sono fra 5mila e 29.999 la soglia scende al 39%, e si abbassa ulteriormente al 38% per le città con almeno 3omila abitanti.
A queste novità si dovranno adeguare gli amministratori locali, e i revisori dei conti a cui il Dl 174/2012 assegna un ruolo più pesante anche su questo aspetto. Negli enti in cui almeno 5 dei 10 parametri risultano fuori linea scatta il regime dei controlli esterni da parte della Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali. I controlli riguarderanno anche il tasso di copertura dei costi di ogni servizio con le entrate da tariffe, per cui la condizione di ente strutturalmente deficitario comporta in genere anche un aumento delle richieste ai cittadini.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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