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NOVITÀ NORMATIVE

CONTRATTI DECENTRATI E RIPARTIZIONE ANNUALITA' PRECEDENTE

I contratti decentrati non possono prevedere criteri di ripartizione della parte variabile della retribuzione dei dipendenti a gestione ormai scaduta.
La Corte dei conti, sezione regionale di controllo della Lombardia, col parere 287/2010 chiarisce uno dei punti maggiormente controversi del sistema di contrattazione decentrata, in particolare negli enti locali.
Molto, forse troppo, spesso comuni e province stipulano i contratti decentrati con rilevante ritardi: nella parte finale dell'anno di riferimento, se non l'anno successivo. Essenzialmente, i contratti di secondo livello sono finalizzati a stabilire la ripartizione delle risorse del fondo della contrattazione decentrata. Le parti, infatti, non possono contrattare sulla quantificazione delle risorse, potestà esclusiva dell'amministrazione, ma sulla destinazione delle risorse.
La sezione si è pronunciata su una richiesta di parere rivoltale da un comune che non ha assegnato obiettivi né individuali, né settoriali, ai propri dipendenti, né stipulato negli anni 2008 e 2009 i contratti decentrati, rimanendo privo della fissazione formale del fondo destinato alla produttività. L'ente, pertanto, ha chiesto se sia possibile stipulare il contratto integrativo in un anno successivo a quello di pertinenza ed in assenza della fissazione degli obiettivi gestionali.
La Corte dei conti ha inevitabilmente evidenziato che col contratto decentrato non risulta possibile determinare a posteriori criteri di ripartizione delle risorse decentrate, con particolare riferimento soprattutto a quelle connesse col risultato. Infatti, come evidenzia con chiarezza l'articolo 18 del Ccnl 1.4.1999, come modificato dall'articolo 37 del Ccnl 22.2.2004, occorre che gli enti determinino in via preventiva gli obiettivi cui correlare l'assegnazione degli incentivi per il conseguimento dei risultati.
Nel caso di specie esaminato dalla sezione, dunque, risulta impossibile considerare legittima una contrattazione conclusa dopo l'anno di pertinenza e in assenza della predeterminazione degli obiettivi. La Corte, anzi, ritiene sussistano in ogni caso «forti dubbi sulla liceità di contratti integrativi conclusi dopo la scadenza del periodo di riferimento».
A ben vedere, l'illiceità non riguarda tanto la conclusione del contratto, quanto l'assenza della predeterminazione degli obiettivi. Laddove un ente locale disponga di un sistema di valutazione e di controllo interno capace ogni anno di estrapolare dal piano esecutivo di gestione o, per gli enti non obbligati ad adottarlo, dal piano dettagliato degli obiettivi i risultati da conseguire e gli indicatori per valutarli, l'assenza o il ritardo della contrattazione non costituisce di per sé illegittimità. Infatti, il presupposto per la corretta distribuzione del risultato è la preventiva fissazione e pesatura degli obiettivi, sulla quale la contrattazione non ha alcuna competenza, essendo appannaggio esclusivo dell'amministrazione. Il contratto decentrato occorre, invece, per verificare concretamente quanto venga destinato all'incentivazione del risultato. Il ritardo, allora, nella stipulazione causa il ritardo nell'erogazione. Ovviamente, se manchi la predeterminazione degli obiettivi, la contrattazione non può svolgere alcuna funzione a sanatoria.
La situazione esemplificata dalla richiesta di parere si manifesta soprattutto quando l'amministrazione non trova l'accordo con le parti sindacali. Spesso, però, gli enti dimenticano che in assenza del nuovo contratto, continuano a prodursi gli effetti di quello precedente. Pertanto, laddove il sistema di valutazione sia funzionante, potrebbero comunque distribuire il salario accessorio in base al contratto precedente, se non disdettato.
Per superare l'impasse dell'assenza di accordo, l'articolo 40, comma 3-ter, del dlgs 165/2001, come novellato dal dlgs 150/2009 consente alle amministrazioni di adottare un atto unilaterale, sostitutivo del contratto non concluso. Questo potere dovrebbe consentire alle parti di rispettare i tempi concordati per la negoziazione e contrattazione, senza atteggiamenti dilatori che causino ritardi nella stipulazione, potenzialmente oggetto di rilievi di legittimità da parte della magistratura contabile.
FONTE: ITALIA OGGI

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