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NOVITÀ NORMATIVE

RELAZIONE DI FINE MANDATO PER QUASI 700 COMUNI.

I 667 Comuni attesi alle elezioni amministrative del 26 e 27 giugno avranno tempo fino alla seconda settimana di aprile per scrivere la relazione di fine mandato, il nuovo strumento di trasparenza previsto dai decreti attuativi del federalismo fiscale che debutta proprio negli enti al voto quest'anno.
Il testo del Dpcm attuativo ha esaurito i propri passaggi istituzionali e attende la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale»: il calendario ordinario, previsto dal decreto legislativo su «premi e sanzioni» federalista (Dlgs 149/2011), prevederebbe la firma della relazione da parte del sindaco o del presidente di Provincia almeno 90 giorni prima della scadenza del mandato: i tempi lunghi del decreto attuativo e l'imminenza elettorale, però, hanno praticamente obbligato a introdurre la proroga nell'anno di avvio della relazione.
Il responsabile del servizio finanziario, o il segretario generale a seconda dell'incarico dato da sindaci e presidenti, dovranno però cominciare presto a lavorare per la preparazione della relazione, che appare piuttosto corposa.
Il compito del documento, che va firmato da sindaci e presidenti e certificato nei dieci giorni successivi da parte dei revisori dei conti, è quello di rendere trasparenti i risultati dell'azione amministrativa dei politici giunti alla fine del proprio mandato. L'obiettivo è duplice: prima del voto favorire campagne elettorali locali basate sui dati, e chiuse le urne evitare il rimpallo di responsabilità fra i nuovi eletti e i predecessori sull'eventuale «polvere sotto il tappeto» ereditata.
Per queste ragioni, i modelli vincolanti di relazione allegati al Dpcm puntano tutto sui dati oggettivi, secondo un'articolazione che segue quella dei certificati di bilancio anche per semplificare il compito di redazione del documento. I modelli sono differenti a seconda che siano relativi a Province, Comuni con più di 5mila abitanti ed enti più piccoli (come accade per i questionari della Corte dei conti), ma seguono un'articolazione fissa.
I risultati sono distinti per anno di mandato, per cui arrivano a costruire una serie storica di tutte le principali voci del bilancio dell'ente. Oltre a ogni Titolo di entrata e di spesa, vengono messi sotto osservazione le entrate non riscosse (residui attivi) e i mancati pagamenti (residui passivi), evidenziandone anche il rapporto percentuale con le dimensioni del bilancio per chiarire l'entità del problema. Focus specifici sono dedicati alla gestione dell'indebitamento e all'eventuale riconoscimento dei debiti fuori bilancio, oltre che alla gestione delle partecipate.
Nel documento, inoltre, andranno riportati gli eventuali rilievi ricevuti dagli organi di controllo esterno, a partire dalla Corte dei conti. Le parti descrittive sono il più possibile limitate, e riguardano soprattutto l'illustrazione delle modalità operative dell'ente per quel che riguarda i controlli interni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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