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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: ESENZIONE ALLARGATA CON RISCHIO DI CONTENZIOSI.

L'esenzione Imu "allargata" per gli immobili di enti non commerciali concessi in comodato ad altri enti analoghi, indicata dalla risoluzione 4/DF del 4 marzo 2013 del ministero dell'Economia, rischia di generare un forte contenzioso.
Nella risoluzione il ministero evidenzia che l'articolo 91-bis del Dl 1/2012, con cui è stato precisato che lo svolgimento delle attività elencate nella lettera i) deve avvenire con «modalità non commerciali», individua l'ambito applicativo dell'esonero nel senso delineato dalla giurisprudenza di legittimità, che ha sempre negato l'esenzione quando le attività sono svolte in modo commerciale. Si spiega poi che tutta la giurisprudenza formatasi in tema di Ici è ora applicabile all'Imu, e su questa premessa si analizza la giurisprudenza di legittimità che porterebbe a ritenere applicabile l'esenzione Ici/Imu anche nel caso di immobile concesso in comodato ad altro ente non commerciale.
La ricostruzione del Ministero non appare condivisibile, sia perché stravolge principi di diritto ormai consolidati in giurisprudenza sia perché omette di considerare che vi sono diverse pronunce della Cassazione che hanno fornito una soluzione opposta.
La tesi ministeriale si fonda tutta sull'analisi di alcune sentenze che hanno trattato il caso di un immobile dato in locazione e «per il quale, quindi, era ritraibile un reddito, situazione di fatto sintomatica di una capacità contributiva che non è stata ritenuta idonea a giustificare l'attribuzione del beneficio». Il discrimine, quindi, diventerebbe il reddito, cosicché in caso di concessione gratuita spetterebbe l'esenzione. Questa conclusione si pone però in netto contrasto con un principio di diritto ormai consolidato (da ultimo si veda Cassazione, sezione VI, ordinanza 3843/2013) in base al quale l'esenzione prevista per gli enti non commerciali esige l'identità soggettiva tra possessore, cioè il soggetto passivo Ici/Imu, e l'utilizzatore. Coincidenza, questa che non si verifica quando l'immobile è utilizzato, seppur a titolo gratuito, da altro ente non commerciale.
A ben vedere poi il caso analizzato dall'Economia è stato già affrontato dalla Cassazione in diverse sentenze, come la n. 21329 del 7 agosto 2008. In questa sentenza si è affermato che l'esenzione non spetta nel caso di immobile posseduto da un ente non commerciale e utilizzato da altro ente non commerciale, «dovendosi escludere l'esenzione per i beni immobili non direttamente utilizzati per lo scopo istituzionale, indipendentemente dalla natura, gratuita od onerosa, con la quale ne risultasse ceduto ad altri l'utilizzo».
È pur vero che la circolari ministeriali non sono vincolanti né per i contribuenti né per gli enti locali (Cassazione, sezioni unite, 23031/2007) ma è altrettanto vero che queste contribuiscono a generare un inutile e dispendioso contenzioso, sicché sarebbe auspicabile un ripensamento ministeriale.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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