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NOVITÀ NORMATIVE

MOBILITA' DI PERSONALE: SERVE L'ASSENSO DELL'ENTE CEDENTE.

Per dare il via libera alla mobilità da una pubblica amministrazione a un'altra è necessario un doppio consenso. Non solo, com'è ovvio, quello dell'ente che riceve il dipendente, ma è indispensabile anche quello della p.a. cedente. Lo ha chiarito la Funzione pubblica nel parere n. 0010395 del 1° marzo 2013.
Il ministero ha risposto a un quesito dell'Università Federico II di Napoli nient'affatto convinta della tesi, suffragata anche da alcune clausole contrattuali in materia, secondo cui l'amministrazione di appartenenza non potrebbe rifiutarsi di dare corso alla richiesta di trasferimento del proprio dipendente se questi ha trascorso 5 anni nella sede di prima destinazione.
Palazzo Vidoni ha fatto notare come la riforma Brunetta (dlgs 150/2009) abbia rafforzato le prerogative dei dirigenti pubblici, a cui spettano «i poteri del datore di lavoro pubblico nella gestione delle risorse umane». E ciò è avvenuto anche attraverso il riconoscimento in capo allo stesso della competenza sull'istituto della mobilità individuale «secondo criteri oggettivi finalizzati ad assicurare la trasparenza delle scelte operate». In questo modo, precisa la nota, «è stata formalizzata la buona prassi amministrativa di richiedere preventivamente il parere dei dirigenti degli uffici interessati nelle varie ipotesi di diversa allocazione funzionale dei dipendenti assegnati».
FONTE: ITALIA OGGI

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