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NOVITÀ NORMATIVE

I SINDACI NON DEMORDONO SULLA TASSA TELEFONINI.

Comuni al contrattacco sulla tassa telefonini. La prima (e per ora unica) sentenza della Cassazione sembra aver chiuso la partita a favore del fisco, ma gli enti locali non ci stanno. I legali delle sezioni regionali dell'Anci del Centro e del Nord Italia si sono ritrovati nei giorni scorsi a Verona per decidere la strategia da seguire.
La sentenza n. 23052/2012 della Suprema corte ha infatti riconosciuto che, nonostante il mercato della telefonia sia oggi un settore privatizzato e liberalizzato, l'attività di fornitura dei servizi di comunicazione resta subordinata «a un regime autorizzatorio da parte della p.a.». Che quindi legittima il prelievo in bolletta della tassa di concessione governativa. Se confermata e applicata estensivamente, tale interpretazione porterebbe alla bocciatura di decine e decine di pronunce pro-comuni emanate da Ctp e Ctr, che hanno riconosciuto il diritto dei contribuenti a vedersi rimborsate le somme pagate a titolo di Tcg sui cellulari in abbonamento (12,91 euro al mese per ciascuna utenza).
L'auspicio dei sindaci è in primis che gli ermellini cambino orientamento. Ma in ogni caso, per l'unica pronuncia già depositata potrebbe anche arrivare un ricorso per revocazione, fondato su un cosiddetto «abbaglio dei sensi» dei giudici di legittimità. Ipotesi, quella prevista dall'articolo 395, comma 4 del codice di procedura civile, che ricorre quando la sentenza è l'effetto di un errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa.
La tesi principale delle autonomie è che il dlgs n. 259/2003 ha liberalizzato totalmente il mercato, trasformando il regime concessorio (di matrice pubblicistica) con quello concorrenziale (di natura privatistica): la vecchia licenza statale è stata sostituita dal contratto di abbonamento, facendo venir meno il presupposto della Tcg. Pure tra gli stessi giudici della Cassazione non pare esserci un orientamento uniforme. «Attualmente sono pendenti molte cause identiche a quella andata a sentenza nel dicembre scorso», commenta Emanuele Mazzaro, l'avvocato padovano che ha dato inizio ai ricorsi dei comuni dell'Anci Veneto e che rappresenta in giudizio circa 200 amministrazioni locali, «ma le udienze sono state sospese perché, ci è stato riferito, il collegio sta operando ulteriori approfondimenti. Continueremo a tutelare i comuni e restiamo fiduciosi sull'esito positivo della vicenda».
È in arrivo una nota congiunta delle Anci delle regioni interessate (Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Campania e Puglia) per fornire una linea d'indirizzo comune agli enti locali. D'altra parte nei gradi di merito, in oltre 150 cause dibattute, i verdetti sono stati a favore dei rimborsi in oltre il 90% dei casi. Dopo la sentenza della Cassazione, tuttavia, le Ctp si sono conformate al principio di legittimità e hanno respinto le istanze dei comuni.
FONTE: ITALIA OGGI

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