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NOVITÀ NORMATIVE

IL COMUNE ANTICIPA I COSTI DELLE CONSULTAZIONI ELETTORALI DI FEBBRAIO.

Rimborsi elettorali sprint, ma non troppo. Anche questa volta i comuni, alle prese con una situazione finanziaria molto critica, dovranno anticipare (seppure per poco tempo) le spese per pagare gli straordinari ai dipendenti e i compensi ai componenti dei seggi che hanno prestato servizio nelle elezioni del 24 e 25 febbraio.
Si tratta di circa 223 milioni di euro (170 circa per gli straordinari e 50 per i seggi) che il ministero dell'interno non farà in tempo a pagare subito ai sindaci e che dunque dovranno essere anticipati in attesa che gli acconti siano accreditati dal Viminale. I pagamenti ai municipi dovrebbero essere disposti tra fine aprile e fine maggio. Tutto dipenderà dalla velocità con cui le somme stanziate dal Mef saranno assegnate sul competente capitolo del bilancio dello stato.
E dire che quest'anno le procedure dovevano essere molto più veloci, visto che il ministero dell'economia, su richiesta del Mininterno, aveva comunicato in anticipo gli importi da rimborsare ai comuni. Questo ha consentito al Viminale di ripartire i fondi e comunicare i singoli importi rimborsabili ai comuni prima del completamento delle operazioni elettorali, «superando così la criticità del ritardo nella comunicazione delle spettanze più volte lamentata dai comuni».
Le risorse, tuttavia, lamenta la direzione finanza locale in una nota inviata all'Anci, non sono ancora state assegnate sul capitolo del bilancio dello stato «per cui non risulta possibile disporre gli acconti sulle somme da rimborsare».
Questo significa che gli enti locali dovranno necessariamente pagare gli straordinari ai propri dipendenti e gli onorari ai presidenti di seggio e agli scrutatori con risorse proprie in attesa di ricevere gli acconti dal ministero. Il saldo del rimborso, chiarisce la nota firmata dalla direzione centrale finanza locale, sarà erogato dopo che i comuni avranno trasmesso i rendiconti al ministero.
Oltre ai 223 milioni di cui sopra, il Viminale dovrà sborsare ulteriori 90 milioni di euro per spese di ordine pubblico, facilitazioni di viaggio agli elettori, sistemi informatici, telecomunicazioni, logistica. Più leggero il conto per gli altri ministeri coinvolti nell'organizzazione della macchina elettorale. Il ministero degli esteri spenderà 33 milioni, il Mef 28, il ministero della giustizia 13.
FONTE: ITALIA OGGI

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