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NOVITÀ NORMATIVE

ESENZIONI ICI APPLICABILI SOLO SE PREVISTE PER LEGGE.

Per le Finanze l'esenzione Ici per le fattispecie assimilate all'abitazione principale riguardava unicamente i casi di assimilazione tipizzata per legge. Ne consegue che se il comune aveva deliberato l'assimilazione per gli immobili concessi in uso gratuito ad affini, poiché questa non era prevista dalla legge, l'esenzione non spettava. Questa interpretazione, va peraltro ricordato, è stata adottata dopo una prima risoluzione che aveva invece adottato una tesi molto più favorevole per i contribuenti.
La situazione in cui si è venuto a trovare il lettore, che si è visto notificare un avviso di accertamento per l'Ici non versata negli passati, è quindi il frutto di un ripensamento delle Finanze, oltre che della solita complicazione delle leggi fiscali.
Infatti, ex articolo 1, Dl n. 93/2008, era esente Ici l'abitazione principale e le fattispecie ad esse assimilate per legge (ad esempio gli immobili Iacp). La norma prevedeva inoltre che l'esonero fosse applicabile anche alle ipotesi che il comune aveva assimilato, per via regolamentare, all'abitazione principale. A condizione che la delibera regolamentare fosse stata già adottata alla data di entrata in vigore del Dl 93/2008. In un primo momento, vista l'ampiezza della disposizione legislativa, il ministero delle Finanze (risoluzione 12/2008) aveva ritenuto che l'esenzione spettasse a tutti i casi di assimilazione deliberati dal comune, ai sensi della clausola generale sui regolamenti di cui all'articolo 52, Dlgs 446/1997. Si tratta, ad esempio, degli immobili concessi in locazione a soggetti che vi adibiscono l'abitazione principale o ancora degli immobili posseduti da contribuenti che per ragioni di lavoro devono risiedere fuori dal comune di origine.
Con risoluzione n. 1/2009, le Finanze hanno invece cambiato opinione ed hanno sostenuto che l'esenzione da Ici dovesse essere limitata alle sole ipotesi di assimilazione specificamente consentite dalla legge. Ciò riduceva le fattispecie interessate a due: le abitazioni concesse in comodato a parenti in linea retta e gli immobili non locati degli anziani o disabili residenti in istituti di ricovero.
Per tutti i casi non riconducibili alle fattispecie tipizzate, quindi, secondo la nuova tesi del Ministero, l'esonero non competeva. I comuni si sono prontamente adeguati, in linea di massima, alle istruzioni centrali, poiché i rimborsi statali riconosciuti a fronte della perdita di gettito dell'ente locale contemplavano unicamente la casistica suddetta. Nella situazione descritta dal lettore, il comune aveva assimilato all'abitazione principale, ai soli fini dell'aliquota, le unità immobiliari concesse in uso gratuito a taluni affini (vincolo tra coniuge a parente dell'altro coniuge) ed ai parenti entro il primo grado. Senonchè, l'articolo 59, Dlgs n. 446/1997, menzionava solo le abitazioni concesse in uso a parenti in linea retta. Ne deriva che l'assimilazione relativa agli affini, in quanto non tipizzata, non avrebbe potuto beneficiare dell'agevolazione. Da ciò, la contestazione del mancato pagamento dell'Ici negli anni passati.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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