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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO DI STABILITA': I SINDACI PENSANO AD UNO SFORAMENTO COLLETTIVO.

I troppi punti interrogativi sulle entrate che impediscono di costruire i preventivi 2013, e di chiudere gli stessi consuntivi del 2012 per le contestazioni sul gettito Imu ancora al centro della polemica fra sindaci ed Economia. Sarà questo, insieme alla richiesta di sbloccare subito una quota da 9 miliardi dei pagamenti bloccati dai vincoli di finanza pubblica, il tema al centro dei lavori dell'ufficio di presidenza in programma oggi all'Associazione nazionale dei Comuni, che potrebbe concludersi con l'annuncio di uno "sforamento di massa" del Patto di stabilità da parte dei sindaci.
Dopo gli ultimi mesi tempestosi nel rapporto con il Governo Monti, i nodi dei bilanci comunali arrivano tutti insieme all'appuntamento con i preventivi 2013 proprio mentre lo stallo politico complica l'individuazione di soluzioni immediate. Il tutto mentre rimangono ancora da distribuire i maxi-tagli da 2,25 miliardi previsti dal decreto di luglio sulla revisione di spesa.
Il blocco dei pagamenti arretrati domina il dibattito, ma le regole 2013 rischiano di peggiorare ulteriormente un quadro già complicatissimo. Ai primi posti dell'agenda di protesta dei sindaci c'è infatti l'estensione dei vincoli del Patto di stabilità ai Comuni con una popolazione compresa fra mille e cinquemila abitanti, dove i tetti basati sulla «competenza mista» potrebbero colpire ancora più duramente a causa delle ridotte dimensioni dei bilanci in gioco. A completare il quadro ci sono le incertezze sull'Imu e, soprattutto, sulla Tares, con il rinvio a luglio della prima rata che sta creando forti crisi di liquidità in tutta Italia. Su questo versante gli allarmi si susseguono senza tregua, le aziende del settore riunite in Federambiente e Fise-Assoambiente (Confindustria) sono arrivate a scrivere al ministro dell'Interno paventando «le ricadute di ordine pubblico» per un «rischio di blocco del servizio di raccolta e smaltimento» in tutta Italia, e ieri in Conferenza unificata sindaci e Regioni si sono messi sulla stessa linea. La richiesta degli amministratori locali è un rinvio della Tares al 2014, facendo rivivere per quest'anno le vecchie Tarsu e Tia, ma a ostacolare questa ipotesi c'è anche il miliardo di euro già tagliato dall'Erario in vista dell'applicazione della maggiorazione Tares (30 centesimi al metro quadrato, elevabili a 40) per finanziare i «servizi indivisibili». L'alternativa era quella di un decreto per rianticipare la scadenza, ma per il Governo uscente non è semplice rivedere in via unilaterale una scelta del Parlamento.
«Questa volta non ci fermeremo», ha annunciato il presidente dell'Anci Graziano Delrio rilanciando la protesta degli amministratori locali, in particolare sul Patto di stabilità. L'ipotesi è quella di arrivare all'annuncio di uno sforamento generalizzato dei vincoli, una forma "estrema" viste anche le ricadute di finanza pubblica che comporterebbe.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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